«Bellia vendi il Chieti o fai un progetto»

8 Maggio 2015

L’invito dell’assessore allo sport Russo: ci sono due cordate di imprenditori che sono interessate

CHIETI.

«Il Chieti calcio è un patrimonio di tutta la città e non un giocattolo personale. Il presidente Bellia decida in fretta cosa fare, ci sono due cordate di imprenditori che non potranno aspettare all’infinito perché i tempi tecnici stringono e Chieti merita una continuità sportiva oltre che progetti ambiziosi». Marco Russo, assessore allo sport, rompe il silenzio sul futuro, piuttosto nebuloso, del Chieti calcio. Il presidente Walter Bellia, da mesi, ha sbandierato ai quattro venti la sua volontà di passare la mano ma, ad oggi, nessuno sa nulla. I tifosi neroverdi, per questo, sono a ragione preoccupati mentre la curva Volpi continua ad esprimere il proprio dissenso domenicale nei confronti di Bellia. «Al quale va un sentito ringraziamento per i sacrifici fatti e i soldi spesi finora ma», precisa Russo, «il Chieti calcio è della città e non del privato. Un concetto su cui bisogna essere chiari una volta per tutte. Per questo chiedo a Bellia, e a coloro che con lui gestiscono attualmente la società, di garantire la continuità sportiva alle gloriose maglie neroverdi». Un appello accorato che arriva dopo che ben due cordate di imprenditori hanno manifestato la volontà, concreta, di acquisire la società. «Ho ricevuto nei miei uffici un gruppo di imprenditori romani ed un altro di imprenditori locali pronti a raccogliere il testimone da Bellia. Le parti si sono incontrate e c’erano state diverse convergenze d’intenti. Peccato», lamenta Russo, «che non ci sia ancora traccia della fumata bianca». Attesa dall’intera città e dagli stessi amministratori, peraltro uscenti, dal momento che, a breve, ci saranno scadenze economiche da onorare. «Occorre una programmazione ambiziosa perché Chieti non ha niente da invidiare ad altre realtà abruzzesi che navigano in ben altre categorie. I tempi, però, sono stretti», dice Russo, «ed è giunta l’ora di giocare a carte scoperte. Se Bellia non vuole vendere presenti un progetto, in caso contrario ceda subito la società. Basta sfogliare la margherita».

Il Comune mette sul piatto della bilancia la gestione dello stadio Angelini che sembra far gola, soprattutto, agli imprenditori romani pronti a subentrare a Bellia. (j.o.)

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