Beni immobili del Comune «Sono iscritti al catasto?»

3 Febbraio 2015

Interrogazione di D’Alessandro su piscina, palazzetto e parcheggio multipiano «Se non sono in quel registro non potevano essere dati in gestione ai privati»

VASTO. Non solo non esiste un inventario aggiornato sul patrimonio del Comune, ma c’è il sospetto che molti beni di proprietà dell’ente non siano stati accatastati. Tra questi spiccano la piscina comunale, il parcheggio multipiano e il palazzetto dello sport: tutte strutture che l’amministrazione ha dato in gestione ai privati, in cambio di canoni di affitto mensili, in alcuni casi, davvero irrisori. Spuntano altri aspetti inediti dopo i rilievi della sezione regionale della Corte dei conti, che nei mesi scorsi ha evidenziato una serie di criticità. A fare il paio con la “strigliata” della magistratura contabile arriva l’interrogazione di Davide D’Alessandro che, da tempo impegnato «in uno studio meticoloso sul patrimonio pubblico», rivolge una serie di interrogativi al sindaco Luciano Lapenna.

Il consigliere comunale indipendente vuole sapere dal primo cittadino «se tre importanti strutture, quali il parcheggio multipiano, il palazzetto dello sport e la piscina comunale risultino di totale proprietà dell’ente, accatastate e iscritte nel libro dei cespiti patrimoniali. Se tali beni non risultano accatastati e se gli espropri non sono stati portati a compimento secondo normale procedura, com’è stato possibile stipulare convenzioni con i privati che da anni le gestiscono?». Insomma, l’impressione è che l’esponente della minoranza abbia scoperchiato il classico vaso di Pandora.

Il patrimonio è da sempre un nervo scoperto dell’amministrazione comunale, non solo sul fronte della puntuale ricognizione dei beni (manca un inventario aggiornato), ma soprattutto per quanto riguarda l’accatastamento. Molti immobili, infatti, non risultano registrati al catasto. «Il patrimonio pubblico non è mai stato gestito con chiarezza, ma sempre in maniera ambigua e pasticciata», accusa D’Alessandro, «i richiami della Corte dei conti, mi hanno imposto di tornare sul tema. L’interrogazione verte su tre importanti strutture pubbliche che da tempo sono state date in gestione, senza trascurare il caso del parcheggio multipiano, che ha causato tanto clamore, soprattutto tra i vastesi, per l’irrisoria cifra d’affitto: mille euro al mese per 30 anni. Se queste strutture non sono state accatastate, come temo, se gli espropri fatti per il parcheggio non sono stati ancora pagati, è lecito chiedersi come sia stato possibile procedere con la stipula dei contratti e delle convenzioni», conclude il consigliere comunale.

Anna Bontempo

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