Benito, buio sulla sparizione 5 anni di mancate risposte

Nei giorni scorsi la ricorrenza della scomparsa del panettiere, all’epoca 83enne La figlia Rosanna: «Resto convinta che qualcuno l’abbia portato via con un’auto»
GUARDIAGRELE. Nessuna traccia in cinque anni. Nulla nell’arco di 1.842 giorni. Di Benito Della Penna, 83 anni quel 15 marzo 2017, resta solo il dolore della famiglia. Un mistero che avvalora ancora di più il convincimento della figlia Rosanna: «Papà quel giorno è stato preso da qualcuno, caricato in auto e portato chissà dove». Il tutto in appena 15 minuti. Il tempo di uscire di casa con la inseparabile stampella per via della gamba operata, sedersi al guardrail a venti metri di distanza, salutare il giovane amico Gianluca, operaio di una ditta di infissi nei paraggi, e niente più. Erano più o meno le 17.30. Alle 17.45 Benito era già scomparso perché Rosanna, uscita per comprare le mozzarelle nella vicina azienda agricola sulla strada della zona industriale, non lo ha incontrato. Poi solo ricerche senza esito. Non con l’impegno che forse sarebbe stato profuso per un giovane, ma comunque zero risultati. Neanche i cani molecolari Simba e Bayla, dell’Unità cinofila dei carabinieri di Bologna, utilizzati nel 2021 per riportare alla luce i quattro amici scomparsi sotto la valanga del monte Velino, utilizzati lo scorso anno qui, annusarono qualcosa.
NESSUN INDIZIOPer la ricorrenza del lustro della scomparsa, la figlia di Benito si è chiusa nel silenzio più assoluto. Non le va neanche più di parlare di questa vicenda. Anche se farsene una ragione resta il prezzo più alto da pagare per un giallo dai contorni assai torbidi. «Ho sempre nutrito dubbi sul fatto che i resti di papà si trovassero nei paraggi di casa», si limita a dire Rosanna, «anche nelle prime ricerche fatte dalle unità cinofile i cani si muovevano solo qui intorno. Se si allontanavano di poco, il loro fiuto li faceva tornare indietro, ad avvalorare il fatto che papà non si era allontanato a piedi da vicino casa. Resto sempre più convinta che lui dal guardrail al quale era seduto non si è mosso. Qualcuno, invece, lo ha fatto salire su un’auto e lo ha portato via». Ma testimonianze zero, riscontri meno di zero, tracce inesistenti.
CHI L’HA VISTO?Sul sito internet del programma televisivo “Chi l’ha visto?” c’è ancora la foto di Benito con le informazioni essenziali elencate nel primo appello nazionale sulla scomparsa, il 24 aprile 2017: corporatura esile, statura 175, occhi castani, calvo. Poi un flash sull’accaduto: «Il 15 marzo, come ogni pomeriggio, è uscito di casa per la sua passeggiata quotidiana ma non è rientrato. I familiari, molto preoccupati perché temono possa essersi sentito male, hanno diffuso per le strade volantini con la foto dell'uomo, nella speranza che qualcuno lo abbia visto. Non ha con sé né il cellulare né i documenti. Cammina aiutandosi con una stampella».
LE RICERCHEL’ultima battuta nella zona risale ad aprile dello scorso anno. Due giorni di verifiche al cosiddetto “Muro” di Guardiagrele, ma senza ottenere gli effetti sperati. Anche perché quella strada sulla quale nel 2014 passò la tappa Amatrice-Guardiagrele della Tirreno Adriatico, ha una pendenza del 28% e Benito, claudicante com’era, difficilmente l’avrebbe affrontata in salita. Un altro mistero nel buio più fitto.
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