Benito, niente cerimonia ma vertice figlia-volontari

Guardiagrele. Anziano sparito da due anni: i familiari dall’associazione Penelope Pronta l’istanza per far riaprire le indagini: «Confidiamo in procuratore e prefetto»
GUARDIAGRELE. Nessuna cerimonia sul posto e nell’ora in cui è stato visto per l’ultima volta nelle vicinanze di casa sua, ma un vertice a Pescara tra la figlia Rosanna, Annalisa Loconsole, presidente dell’associazione Penelope Abruzzo che si occupa degli scomparsi, e l’avvocato del sodalizio, Katia Ferri. Dall’incontro di ieri, alle 17 - proprio nell’ora della scomparsa - la decisione di presentare la richiesta al capo della procura di Chieti, Francesco Testa, affinché riapra le indagini sulla sparizione di Benito Della Penna, avvenuta due anni fa a Piana San Bartolomeo di Guardiagrele.
Nell’istanza, il resoconto delle ultime ricerche fatte dalle associazioni di volontari Sos Metal Nazionale e History Hunters, attrezzati di metal detector. In venti, lo scorso 17 febbraio, batterono in lungo e in largo e per tutta la giornata la zona vicina alla casa dell’anziano, senza trovare traccia del bastone che Benito utilizzava nelle sue passeggiate per un problema a una gamba, e della protesi che teneva impiantata nell’anca sinistra.
«Sì», spiega Loconsole, «siamo pronti a chiedere ufficialmente alla Procura di Chieti di riaprire il caso Della Penna e di ripartire da zero nelle indagini. La nostra istanza, ovviamente, ipotizza che dietro la sua sparizione sia stato commesso un reato. Purtroppo non regge l’ipotesi del malore o dell’allontanamento volontario e ci dispiace che una prima volta la pratica sia stata archiviata. Siamo dispiaciuti per la poca collaborazione avuta in passato dall’ex prefetto: speriamo che il nuovo rappresentante territoriale del governo prenda a cuore questa vicenda. Noi e la famiglia di Benito», sottolinea la presidente Loconsole, «con l’ausilio di tanti volontari, siamo andati avanti lo stesso nelle ricerche al posto dello Stato. Siamo sempre più dell’idea che qualcuno sappia che cosa è successo a Benito: ecco, esca allo scoperto e parli con noi per aiutarci a ritrovare il suo corpo. È da scartare l’ipotesi della rapina subita da Benito: invece potrebbe essere stato coinvolto accidentalmente in un incidente e qualcuno potrebbe essersi disfatto del suo corpo nelle ore successive alla sua scomparsa. La famiglia non può vivere più con questo peso addosso. I volontari con i metal detector hanno cercato a lungo nella zona Benito che frequentava ma non hanno trovato nulla che potesse ricondurre a lui come la stapella, l’orologio, la protesi della gamba, la fede nuziale. Un bastone non scompare così e invece è stato fatto sparire tutto».
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