Benvenuti nel cimitero-cantiere

31 Ottobre 2014

Ortona: ancora lavori nella cappella pericolante, da 14 anni è vietata ai famigliari dei defunti

ORTONA. Neanche stavolta, come ormai da quattordici anni, gli ortonesi che abbiano un famigliare sepolto nella Cappella della Santissima Trinità, potranno portargli un fiore nella ricorrenza del 1 e 2 novembre. La struttura situata nel cimitero principale di Ortona, dopo tutti questi anni è ancora chiusa, perché pericolante e fatta oggetto di lavori. Il Centro si è più volte occupato della situazione, raccogliendo le segnalazioni di molti lettori e soprattutto di Donato Ramundo, a capo della protesta.

«Il sindaco aveva assicurato che il 26 ottobre, in vista della ricorrenza per tutti i defunti, la cappella sarebbe stata riaperta» spiega proprio Ramundo. In effetti i lavori erano iniziati con il rifacimento del tetto, sembravano fossero spediti, poi un nuovo stop, inspiegabile. Nel viavai di gente che in questi giorni sta affollando il cimitero, la struttura situata a pochi metri dall'entrata è ancora transennata e inaccessibile. Proprio su una di queste transenne qualcuno ha poggiato un fiore, sul davanzale di una finestra, invece, qualche cero rende la cappella un po' meno spoglia. La porta d'ingresso in ferro, tra l'altro anche arrugginito, è chiusa con un lucchetto, mentre proprio dalle finestre riusciamo a scorgere l'interno della struttura, costruita nei primi del Novecento su più livelli. Al primo c'è l'ossario, mentre sottoterra, a circa 5-6 metri, sono state tumulate le salme. Ci sono un centinaio di defunti. I lavori, qualora continuassero, dovrebbero prevedere il restauro dell'interno e dell'esterno. Di fronte alla cappella chiacchieriamo con due signore: una di loro ci confida che ha visto più volte le persone entrare nel complesso dal retro, nonostante i divieti. «Sono diversi anni che ormai è chiuso, è ovvio che i famigliari ogni tanto vogliano visitare i loro cari» sostiene con convinzione. L'altra donna, invece, è piuttosto polemica: «C'è troppa indolenza e ignoranza, e la situazione di questa cappella è solo uno di tanti esempi di ciò che non va ad Ortona. Mi chiedo come sia possibile che non si riesca a gestire nulla con ordine e precisione». Poi andiamo sul retro e notiamo finestre da cui è possibile intravedere i piani sotterranei della cappella, ed anche da questa prospettiva è lampante come non sia nelle migliori condizioni. Urge dunque una sistemazione, quel restyling annunciato da quattordici anni a cui non si è mai provveduto del tutto.

Alfredo Sitti

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