«Biblioteca Rosica abbandonata»

19 Marzo 2019

Damiano: «Sistemare i 5mila libri e le opere del pittore Di Lauro»

GUARDIAGRELE. Il locale coordinatore del Movimento Nazionale Paolo Damiano torna all’attacco in difesa della cultura, invitando l’amministrazione comunale a trovare al più presto una adeguata sistemazione agli oltre 5000 preziosi libri donati al Comune dalla famiglia Rosica, da anni abbandonati in uno scantinato del palazzo municipale e ad aprire inoltre la pinacoteca intitolata al pittore Francesco Di Lauro. «Abbiamo notato con molta soddisfazione», afferma Damiano, «che in questi giorni l’amministrazione comunale ha finalmente recuperato alcune opere del maestro Federico Spoltore, acquistate in passato dall’ex sindaco Mario Palmerio e conservate nei depositi comunali, per allestire una mostra. Ora sarebbe il caso di dare una definitiva sistemazione anche alla biblioteca Rosica e alle opere del pittore Di Lauro». Damiano evidenzia che la biblioteca che apparteneva allo studioso Antonio Rosica, donata al Comune qualche anno fa dal figlio Glauro, raggruppa libri di grande interesse storico, tra cui numerose cinquecentine, i preziosi volumi stampati nel XVI secolo, nella maggior parte dei casi a Venezia, dove confluivano tipografi da ogni parte del mondo. «Quando questi libri arrivarono al palazzo municipale», ricorda Damiano, «l’allora sindaco Palmerio li fece sistemare in degli scatoloni che, una volta imballati, furono tutti firmati dal sacerdote Emiliano Straccini, guida spirituale della famiglia Rosica, con la precisa promessa che sarebbero stati catalogati e messi a disposizione della cittadinanza. Palmerio, che subito dopo andò via, non ebbe il tempo di pensare alla biblioteca che è ancora abbandonata negli scantinati del municipio e aspetta una sistemazione».
L’esponente del Movimento Nazionale fa notare che sarebbe necessario procedere anche alla tanto attesa apertura della pinacoteca intitolata a Francesco Di Lauro. «Un’apertura da tempo sollecitata anche dalla signora Luisa, sorella dell’artista scomparso, che ha più volte esternato l’intenzione di portare in un’altra città le sue opere. Sarebbe il caso che l’amministrazione trovasse una soluzione per non rischiare di perdere questo patrimonio culturale».
Giovanni Iannamico