Bicentenario, ecco i fondi La Regione salva il Teatro

Il presidente D’Alfonso assegna i primi 200 mila euro per le manifestazioni Tra i grandi protagonisti il violinista Uto Ughi e il direttore d’orchestra Pappano
CHIETI. Il programma del bicentenario è pronto da tempo e ora iniziano ad arrivare anche i soldi promessi. Al Marrucino si comincia a tirare un sospiro di sollievo e a sperare di poter festeggiare degnamente i 200 anni di vita, a partire da quell’11 gennaio del 1818 in cui per la prima volta si alzò il sipario.
Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha annunciato lo stanziamento dei 200mila euro di contributo straordinario per il 2017. Prenderà le risorse economiche dalla riprogrammazione di economie derivanti dal fondo Par-Fsc 2007-2013. Una settimana fa, invece, con una lettera riservata inviata al presidente del Consiglio d’amministrazione del teatro, Cristiano Sicari, al direttore amministrativo Cesare Di Martino, e per conoscenza anche al consigliere regionale Mauro Febbo, aveva assicurato che entro il 20 ottobre sarebbero arrivati anche i 300 mila euro di contributo ordinario, quello, cioè, che annualmente la Regione stanzia per il teatro teatino. D’Alfonso si è impegnato a stanziare altri 200 mila euro di contributo straordinario anche per il 2018. Se rispetterà gli impegni presi, la Regione riuscirà a mettere una toppa sui finanziamenti del Comune che sono stati necessariamente ridotti dal sindaco Umberto Di Primio. Certo i tempi con cui le risorse vengono impegnate non fanno dormire sogni tranquilli agli amministratori del Marrucino. La programmazione teatrale viene fatta generalmente con un anno di anticipo, basandosi soltanto sulle promesse e sugli impegni politici. Sicari, Di Martino e il direttore artistico Ettore Pellegrino stanno lavorando da tempo per le celebrazioni del bicentenario, che partono già da questo mese. Ad aprirle ci sarà un regista affermato quale Michele Mirabella che il 25 e 27 porterà in scena la Cenerentola di Rossini, la prima opera che fu rappresentata sul palco del Marrucino. Sarà però il grande violinista Uto Ughi, a gennaio, la star dei giorni del bicentenario, mentre ad aprile arriverà il celebre direttore d’orchestra Antonio Pappano e a luglio si chiuderà con la Filarmonica del Lussemburgo e la Turandot rappresentata in uno spazio aperto (quello più naturale sarebbe l’anfiteatro della Civitella) per portare il teatro tra la gente.
Nell’anno del bicentenario, dunque, il Marrucino si candida a diventare la capitale della cultura teatrale italiana, ospitando anche due importanti appuntamenti di rilievo nazionale. Si tratta dell’assemblea nazionale dei teatri di tradizione (in Italia ne sono 28 e il Marrucino ne fa parte) e di quella nazione della Fita, la Federazione italiana di teatro amatoriale.
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