Bilancio 2016 non approvato «I conti non tornano»

GUARDIAGRELE. La mancata approvazione del bilancio consuntivo 2016, continua ad alimentare le polemiche delle forze di opposizione. Sulla vicenda, i consiglieri Donatello Di Prinzio, Flora Bianco e...
GUARDIAGRELE. La mancata approvazione del bilancio consuntivo 2016, continua ad alimentare le polemiche delle forze di opposizione. Sulla vicenda, i consiglieri Donatello Di Prinzio, Flora Bianco e Sandro Salvi del gruppo “Progetto per Guardiagrele” precisano innanzitutto che il termine ultimo per l’approvazione del documento contabile, non ha visto nessuna proroga e la scadenza, rimane ferma al 30 aprile. I tre consiglieri, ricordando che la precedente amministrazione comunale di centrodestra non ha lasciato debiti; evidenziano poi che il sindaco Simone Dal Pozzo continua a tacere sulle mancate risorse per pagare le imprese che, lo scorso gennaio, hanno effettuato le operazioni di pulizia della neve e sugli errori di procedura rilevati dalla Cassa depositi e prestiti.
«Se ci sono stati errori nella previsione delle entrate - puntualizzano Di Prinzio, Bianco e Salvi - sono stati fatti dall’attuale amministrazione comunale che, per ben due anni nel 2015 e nel 2016, ha previsto per l’Imu una entrata di 1.400.000 euro, incassandone invece appena un milione. Ci domandiamo poi, perché nel 2017 la previsione delle entrate è stata riportata a un milione, ossia a un valore di prudenza, applicato negli altri anni? Le previsioni di Dal Pozzo del 2015 e 2016, erano sbagliate ? Noi - osservano i consiglieri - pensiamo che la maggior previsione di oltre 600.000 euro, sia stato l’errore che ha fatto saltare tutto».
I consiglieri di opposizione ricordano che agli inizi del 2015, l’attuale sindaco Dal Pozzo, allora consigliere comunale di opposizione, criticò l’assessore al bilancio Pierluigi Dell’Arciprete, per qualche settimana di ritardo nell’approvazione del consuntivo, dovuto alla nuova contabilità dei Comuni, introdotta quell’anno dal Governo.
«Oggi invece - osservano Di Prinzio, Bianco e Salvi - Dal Pozzo giustifica i suoi oltre 2 mesi di ritardo, come se la cosa fosse del tutto naturale, la realtà però è un’altra».
Giovanni Iannamico
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