Bilancio da approvare Salta il primo consiglio

Aula consiliare deserta e maggioranza di centrosinistra sempre più divisa Castiglione: D’Ottavio ostaggio dei poteri forti del Pd, la soluzione? Si dimetta
ORTONA. E' andata deserta la prima convocazione del consiglio comunale per l'approvazione del bilancio di previsione 2015. Complice l'ultimo terremoto all'interno della maggioranza D'Ottavio, la seduta dovrà essere ripetuta venerdì alle 17, ma si teme per un ulteriore rinvio. L'atmosfera a Palazzo di città non è infatti per niente serena. L'azzeramento di giunta, a pochi mesi dall'ultimo rimpasto, è solo l'ennesima cartina al tornasole di una maggioranza che naviga a vista. Già oggi sono iniziate le consultazioni del primo cittadino, Vincenzo D'Ottavio, che dovrà trovare velocemente una soluzione che convinca tutte le forze di coalizione e che consenta di uscire indenni dall'empasse. Ma le trattative si annunciano più difficili che mai. Gli equilibri sono ormai tutti saltati soprattutto all'interno del Pd. E gli scontenti in maggioranza sono diversi. A partire dal centrosinistra con da un lato un gruppo spurio della sinistra più radicale costituito dai dissidenti del Pd e Patrizio Marino, esponente di Sel, e dall'altro la frangia di Tommaso Coletti, ormai da mesi in aperto e palese scontro con il primo cittadino. L'azzeramento di giunta è stato proprio lo scotto che D'Ottavio ha dovuto pagare alle sue forze di coalizione, Pd in primis, per aver voluto perseguire mesi fa una scelta troppo personale sulle nomine in giunta. Ora più che mai D'Ottavio è di fronte ad un bivio. E le trattative non possono che iniziare dal sentire i partiti, uno per uno e capire qual è la posta in gioco. «Questa situazione è lo specchio di una città completamente allo sbando - sintetizza Leo Castiglione, consigliere di opposizione (Insieme per cambiare) - D'Ottavio è ormai a tutti gli effetti un sindaco ricattato e ricattabile dai poteri forti del Pd ortonese e se vorrà andare avanti dovrà fare una giunta che soddisfi tutte le richieste che gli verranno dettate. Come minoranza da tempo proponiamo una soluzione molto più dignitosa per lui, ovvero le dimissioni. Siamo ormai alla quarta giunta, considerando le fuoriuscite di Valentino Di Carlo, Roberto Serafini, Maria D'Alessandro. Dopo 18 anni all'opposizione e tre alla maggioranza questa amministrazione non è stata in grado di fare nulla, siamo completamente in balia degli eventi, con un comune che rischia il dissesto e che anche politicamente sta perdendo battaglie importanti, come quella della chiusura del punto nascite all'ospedale di Ortona».

