Bilancio, Febo esce allo scoperto: «Le lettere? Io non sapevo nulla»

21 Gennaio 2024

Il presidente del consiglio dopo le richieste della maggioranza sulle missive tra Comune e prefetto «Io non ne ero a conoscenza, è comunque lecito chiedere dei documenti: sulla data sono tranquillo»

CHIETI. «Le lettere tra prefetto e Comune sono uno scambio di corrispondenza tra sindaco e prefetto e in tutte le missive non è mai stato messo né a conoscenza e né informato il presidente del consiglio». Nel giorno della sua candidatura alle regionali (leggi l’articolo di lato) il presidente dell’assise civica Luigi Febo taglia corto sulla tanto discussa corrispondenza tra prefettura e Palazzo di città in cui è stata esaminata la data entro cui approvare il bilancio «stabilmente riequilibrato». Mentre al Viminale si valuta la lettera inviata alcune settimane fa da Fratelli d’Italia che chiede lo scioglimento del consiglio perché, a detta loro, il nullaosta al bilancio è arrivato fuori tempo di legge, Febo si dice tranquillo: «Abbiamo seguito bene la normativa, non c’è nulla da temere». Il presidente è però alla prova del nove dei consiglieri, non solo di opposizione, ma soprattutto di maggioranza: in nove gli hanno chiesto di visionare la corrispondenza tra Comune e prefetto. E su di lui sono piovute accuse di non saper svolgere il proprio ruolo o di essere a digiuno dei regolamenti.
NERVI SALDI Il presidente dell’assise non teme la sfiducia del consiglio. «Non sento questo clima da parte dei consiglieri», dice, «ho risposto alle loro richieste. Loro hanno la voglia e la passione di andare sui giornali. Io rispondo da presidente del consiglio in maniera puntuale e formale rispetto a richieste che reputo legittime». La richiesta di vedere i documenti sul bilancio è stata ben accolta dal presidente che ricorda: «La comunicazione riguardava sindaco e prefetto, non il consiglio», dice Febo. Legittimo però per i consiglieri chiedere l’accesso agli atti: «Se non hanno chiare delle questioni è giusto che le approfondiscano», continua Febo che ne approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. «L’opposizione deve contribuire a risanare l’ente», dice Febo, «ma sono tre anni che non c’è una proposta vera fatta da loro. L’opposizione è giusta quando crea un miglioramento rispetto alle proposte della maggioranza. Ma questa è un’opposizione che abbandona l’aula e che non ha mai partecipato a votazioni che riguardavano scelte importanti per l’ente».
IL PROSSIMO CONSIGLIOÈ in programma per domani la commissione in cui i capigruppo formuleranno l’ordine del giorno per il prossimo consiglio comunale. La data è ancora da fissare, ma ciò che è certo è che il primo consiglio dell’anno sarà teso. Lo stesso Febo, nell’occhio del ciclone, forse sarà chiamato a dare risposte alla maggioranza sul tema del bilancio. Non è esente il sindaco Diego Ferrara che si ritroverà davanti all’assise civica dopo i nervi tesi che si sono venuti a creare per la scelta del nuovo assessore Massimo Cassarino. A molti, a partire dal polo civico e dal suo leader, il vicesindaco Paolo De Cesare, non è andato giù il cambio di programma: attendevano l’ingresso del consigliere Filippo Di Giovanni.
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