Bilancio, il ministero: «Aperta la pratica»

Tumini (FdI): «Ciò dimostra la fondatezza della mia segnalazione e le irregolarità dell’operato del sindaco»
CHIETI. La segreteria del ministero degli Interni contatta il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Fabio Tumini, e avvisa che la pratica per la valutazione del bilancio «è in lavorazione». Dallo scorso 8 gennaio al Mic è arrivata la lettera di FdI che chiede lo scioglimento del consiglio comunale poiché, a detta del partito, il bilancio stabilmente riequilibrato è stato approvato fuori dai tempi di legge. Caso che ha sollevato la bufera politica in Comune, poiché per il governo cittadino di centrosinistra, il documento finanziario è stato approvato in tempo. La chiamata da parte del Ministero rafforza le convinzioni del partito e di Tumini, firmatario della missiva. «L’approvazione tardiva del bilancio è ancora una questione aperta», dice il coordinatore provinciale, «in città l’amministrazione sta cercando di far calare il sipario sull’argomento, ma voglio rassicurare l’intera cittadinanza che la questione è ancora aperta. Questa mattina (ieri per chi legge, ndr) sono stato contattato dall’ufficio del ministro dell’Interno che sta seguendo la mia segnalazione», racconta Tumini, «mi hanno aggiornato sullo stato di lavorazione della pratica. L’istruttoria è ancora in corso. Questo dimostra, al di là dell’esito finale, la fondatezza della mia segnalazione e ancor di più le irregolarità che stanno caratterizzando l’operato del sindaco Diego Ferrara che, evidentemente, meritano attenzione e approfondimenti da parte del ministero».
FdI aveva anche annunciato che, nel caso il ministero non avesse risposto, avrebbe presentato ricorso al Tar: ipotesi sfumata perché il partito non ha trovato l’accordo di tutta l’opposizione in consiglio comunale.
«Auspico che al più presto il ministero metta definitivamente fine a questo esperimento da laboratorio che è la fanta-maggioranza, ormai inesistente, di sinistro civismo», continua Tumini, «dopo l’ennesima bocciatura venuta dalle regionali, per dignità e manifesta incapacità sindaco e giunta si sarebbero dovuti dimettere, visto che questo non avverrà, l’unica speranza che abbiamo di ridare prima la parola agli elettori è che intervenga la legge». (e.g.)

