Bilancio, l’opposizione alla giunta «Comune indebitato per 15 anni»

Il centrodestra attacca la maggioranza dopo la delibera della Corte dei conti che omologa il piano Ma il centrosinistra insiste: non siamo in dissesto, andiamo avanti per lo sviluppo della nostra città
VASTO. «Sui conti pubblici non c’è nulla da esultare: Comune indebitato per i prossimi 15 anni e situazione economica peggiore del previsto». L’opposizione va all’attacco dopo la delibera della Corte dei Conti, sezione di controllo per l’Abruzzo, che ha omologato il piano di riequilibrio finanziario pluriennale e ribatte al sindaco Francesco Menna, secondo il quale «l’ente non versa né in una situazione di predissesto, né di dissesto». Le minoranze offrono una lettura ben diversa del documento contabile. «La Corte dei Conti ha approvato con prescrizioni il piano di riequilibrio del Comune», dicono Vincenzo Suriani, Francesco Prospero, Guido Giangiacomo, Giuseppe Soria e Antonio Monteodorisio, «invitando l’ente a ridurre al minimo tutte le spese non necessarie e obbligatorie a cui dovrà far fronte da oggi e fino al 2036. La Corte ha anche raccomandato di acclarare l’effettivo utilizzo dei fondi Covid 2020-2021 che giacciono da qualche parte nei meandri del nostro bilancio. Infine i magistrati contabili hanno prescritto tassativamente al Comune di applicare il piano di riequilibrio “lacrime e sangue” varato dal centrosinistra, senza il nostro voto, a giugno 2022. Piano che - è giusto ricordarlo - prevede l’aumento di tutti i servizi a domanda individuale da parte dei cittadini, dalle mense scolastiche ai servizi sportivi, la dismissione del patrimonio pubblico per una cifra non inferiore ai 500.000 euro l’anno, e un aumento di 1 milione di euro l’anno, fino al 2036, delle riscossioni di imposta. Insomma un documento pieno di censure, critiche e avvertimenti», continuano i consiglieri di minoranza, «che certifica soltanto che se il “piano Menna” non verrà applicato, alla lettera, si potranno verificare le più gravi conseguenze legali e contabili per l’ente. Infine la Corte prescrive un rigido controllo semestrale del livello di attuazione del piano, sul quale manifesta molte perplessità. Lontani dai toni trionfalistici del sindaco e dei suoi sodali, resta in noi la preoccupazione per un futuro, ormai certificato, caratterizzato da più tasse e meno servizi: la Corte infatti sentenzia esattamente questo, che la nostra situazione debitoria è grave e pesante e che solo con le misure elefantiache di austerity previste dalla sinistra per i prossimi 15 anni l’ente potrà salvarsi dalle procedure di dissesto, espressamente citate nel deliberato», concludono Suriani, Prospero, Giangiacomo, Soria e Monteodorisio.
La maggioranza, invece, parla di «ottimo risultato, frutto dell’incessante e certosino lavoro svolto in questi mesi dagli uffici comunali, dai dirigenti, dal segretario generale e dai revisori dei conti, Il Comune di Vasto non è in dissesto finanziario», commentano i gruppi consiliari, «o in pre-dissesto come hanno affermato a più riprese e a gran voce in questi mesi i consiglieri comunali, regionali e parlamentari del centrodestra. Ora insieme ai cittadini e a testa alta, andiamo avanti per continuare a costruire lo sviluppo e la crescita della nostra città, e ci auspichiamo con più serenità anche da parte del centrodestra sempre pronta all'attacco e alla denigrazione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

