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Bimbi del bosco, Roccella a Vasto. Pillon: «È ora che tornino a casa»

11 Giugno 2026

La ministra oggi in casa famiglia alle 11.30. Poi andrà al reparto di neuropsichiatria infantile di Atessa.

L’avvocato dei Trevallion: «Ormai la traiettoria è definita. Serve un accordo con elasticità reciproca»

VASTO

Ritorno di fiamma della politica per il caso della famiglia del bosco: oggi, alle 11.30, la ministra per la Famiglia Eugenia Roccella sarà a Vasto per incontrare i responsabili della struttura protetta dove i tre piccoli Trevallion vivono dallo scorso 20 novembre. Dopo l’incontro la ministra visiterà il reparto di neuropsichiatria infantile dell’ospedale di Atessa accompagnata dal dottore Riccardo Alessandrelli.

Dopo l’arrivo dell’ex senatore Simone Pillon nella vicenda con la veste di legale della famiglia, l’interesse della politica sembrava sul punto di ravvivarsi. E invece, a parte qualche uscita del segretario del Carroccio Matteo Salvini, i giorni infiniti dell’odissea giudiziaria della famiglia sono passati in sordina. La visita della Roccella però stravolge il quadro e rimanda al periodo della campagna referendaria, quando il centrodestra si era fatta carico di difendere la famiglia e il loro stile alternativo, attaccando giudici e assistenti sociali per un atto, quello dell’allontanamento dei tre piccoli, definito più volte una «violenza istituzionale».

Mentre cresce l’attesa per il nuovo capitolo che l’arrivo della Roccella potrebbe aprire per la famiglia, la vicenda prosegue sotto il profilo giudiziario. Ieri Pillon è andato a trovare Nathan e Catherine e, a margine dell’incontro, ha fatto il punto della situazione. «Entro pochi giorni depositeremo un'istanza chiedendo anche un'udienza, per poter essere sentiti dal Tribunale dei minori dell'Aquila e presentare le istanze dei genitori», ha detto Pillon, «normalmente ho visto che il Tribunale non ha tempi particolarmente lunghi, penso di poter dire che entro la fine di giugno dovremmo avere qualche decisione». Poi Pillon si è soffermato sull’ultima perizia, quella definitiva, firmata dalla Ctu Simona Ceccoli. «Per ben tre volte scrive che è opportuno un precoce e auspicabile rientro a casa dei minori», prosegue l’avvocato, «e, su questo punto, noi concordiamo completamente. Quindi, pensiamo che sia giunto il momento di riportare i bambini a casa il prima possibile». Quanto all’iscrizione dei tre bimbi a scuola il prossimo anno scolastico, una delle criticità rilevate dai giudici Pillon è chiaro: «È un argomento che vogliamo approfondire senza nessuno steccato con gli operatori, con la tutela, la curatela e il servizio sociale. È un tema su cui la famiglia conserva una propria idea, senza che questa debba diventare per forza oggetto di divisione». «Ci sono da una parte delle esigenze che sono state rappresentate e che hanno un loro senso», continua, «dall'altra c'è anche un diritto dovere dei genitori previsto dalla Costituzione». E ancora: «Ormai la traiettoria è definita: bambini devono tornare a casa. Quindi, che senso avrebbe imporre, oggi, delle decisioni ai genitori sapendo che, comunque, poi domani saranno sempre loro a doverle mettere in pratica? È meglio che oggi si concordi con reciproca elasticità, con reciproca comprensione e poi insieme, domani si attui quello che si è deciso. Andare allo scontro non serve a nessuno. Ciò che è certo», conclude, «abbiamo dei bambini che vivevano una vita molto peculiare, non abituati a vivere nelle quattro mura di un appartamento, ma all'aperto con una vita molto più bucolica di quella che possiamo oggi noi garantire ai nostri figli. Quindi, limitarli ulteriormente, secondo me è qualche cosa che ha aggravato la loro sofferenza».