VASTO
Giornata di esami scolastici per i bimbi della famiglia del bosco. Ieri i tre piccoli Trevallion – due gemellini di 7 anni, la maggiore di 9 – hanno svolto le prove scritte all’istituto di Castiglione Messer Marino in vista del prossimo anno scolastico: un test è stato di italiano, uno di matematica. Dall’esito dipenderà la classe in cui si siederanno il prossimo settembre. Stando a quanto filtra, i tre bimbi sarebbero andati bene in entrambe le prove. Manca, però, il colloquio orale. L’ipotesi più probabile ad oggi vede la figlia più grande in terza elementare, quindi un anno indietro rispetto ai suoi coetanei, e i due gemellini in seconda, con i pari età.
I piccoli sono arrivati alle prove preparati. A due mesi dall’allontanamento della famiglia, avvenuto lo scorso novembre, l’insegnante, oggi in pensione, Lidia Camilla Vallarolo ha cominciato a tenere lezione ai tre ragazzini. Fino ad allora, erano stati mamma Catherine e papà Nathan a farsi carico della loro istruzione attraverso l’unschooling. Per lungo tempo il tema dell’educazione scolastica è stato uno dei maggiori fattori d’attrito tra genitori e giudici e servizi sociali. Per la coppia anglo-australiana, che crede nel cosiddetto metodo Steiner, l’istruzione parentale rappresentava una priorità, ma con la nuova strategia difensiva della famiglia, oggi seguita dall’ex senatore della Lega Simone Pillon, le prospettive sono cambiate. A decidere di iscrivere i bimbi al prossimo anno scolastico è stata la tutrice, Maria Luisa Palladino, trovando alla fine il consenso della coppia.
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Anche per questo, a prescindere dai risultati che raggiungeranno i bimbi, il passaggio sembra decisivo per il futuro ricongiungimento della famiglia del bosco. L’avvocato Pillon ne è convinto: la settimana scorsa ha depositato al tribunale per i minorenni dell’Aquila l’istanza con cui chiede la revoca del provvedimento di allontanamento e il rientro dei bimbi nel nucleo familiare.
Nel documento, composto da 99 pagine, la difesa richiama gli accertamenti svolti negli ultimi mesi e sostiene che il quadro istruttorio sia «mutato», evidenziando come i professionisti coinvolti nel percorso di valutazione abbiano espresso pareri favorevoli a un rientro dei minori in famiglia. Secondo quanto riferito dal legale, l'istanza richiama inoltre il clima di collaborazione instauratosi tra le parti e la volontà di proseguire il confronto nell'interesse dei bambini. La decisione spetta al tribunale per i minorenni dell’Aquila, davanti al quale il procedimento è tuttora pendente.
Si attendeva una mossa dei giudici entro la fine di giugno; probabilmente arriverà all’inizio del mese successivo. A pesare sulla valutazione dei giudici sarà anche l’esame svolto dalla consulente tecnica d’ufficio Simona Ceccoli sui bimbi e la coppia angoaustraliana. La perizia, pur non rilevando alcun disturbo psichico, ha bollato Nathan e Catherine come genitori «inadeguati», auspicando, però, un veloce rientro a casa per i loro figli. A ribadire lo stesso concetto, appena qualche giorno fa, sono stati i neuropsichiatri infantili della Asl Lanciano Vasto Chieti, che nella loro relazione non hanno lasciato spazio a dubbi: «Si ribadisce quanto sia fondamentale per il benessere e la crescita dei bambini un immediato ricongiungimento, affinché possa essere ripristinata una consuetudine familiare ed emotiva anche propedeutica all’accettazione e all’avvio del percorso didattico dei piccoli». Gli specialisti sono ancora più chiari: «È necessario che tale riavvicinamento avvenga in tempi congrui e anticipati rispetto all’inizio del percorso di istruzione al fine di consentire ai bambini l’avvio di una routine familiare conciliante tra le vecchie e nuove abitudini ed esigenze». Dopo un’odissea giudiziaria di quasi un anno, i Trevallion forse cominciano a vedere la luce in fondo al tunnel. Passa per i banchi della scuola pubblica.