Bimbi e detenuti sul palco per dire “ti amo” a Riccardo

Il 17enne abruzzese ha perso gambe e braccia a causa di una grave malattia Un concerto magico diretto dal maestro Zappone che ha regalato forti emozioni
CHIETI. I bambini delle classi terze, quarte e quinte dei plessi della scuola primaria Corradi e Madonna del Freddo, insieme ai detenuti della Casa circondariale di Chieti, hanno dato vita ad un concerto di beneficenza. Un evento senza precedenti, dove lo spirito di unione contro ogni pregiudizio si è concretizzato così venerdì scorso nella Cattedrale: a vincere è stata la forza della solidarietà.
Perché i bambini, oltre a rivelare le loro magiche voci, con i loro flauti hanno riproposto la melodia sacra del “Dolce Sentire” e con loro si sono uniti i detenuti, che a sorpresa hanno raggiunto i piccoli. A dirigerli il maestro Andrea Zappone da anni in prima linea per il coinvolgimento delle scuole nel mondo della musica. La serata è nata per sostenere un altro ragazzo, Riccardo di 17 anni, abruzzese di origine e che ora vive a Roma, a cui è stata diagnosticata nel 2005 una grave malattia, la Mielodisplasia di Areb, con traslazione genetica.
Un tragico percorso quello di Riccardo, che è sfociato con l’amputazione delle gambe e delle braccia a soli 13 anni a seguito di una grave setticemia. Ma pur costretto su una carrozzina Riky, come amano chiamarlo gli amici, non si è arreso: ha voluto proseguire gli studi, non potendo però frequentare assiduamente le lezioni a scuola. Da qui il progetto “Riccardo a scuola da casa, la scuola a casa da Riccardo” ideato dal suo istituto I.I.S. Einstein-Bachelet di Roma a cui ha voluto fortemente aderire il Rotary Club Chieti Maiella, che ha lanciato l’evento di beneficenza. Fino ad oggi sono stati i compagni e i professori del 17enne a integrare le 40 ore annuali di lezione che lo Stato gli concede a casa. E venerdì con la dottoressa Alessandra Costantini, comandante della Polizia Penitenziaria, c’era naturalmente anche la preside Giovanna Santini dell’Istituto comprensivo 2, che insieme alla Scuolacantora e al coro dei genitori dei giovanissimi ha sostenuto il progetto. La serata viene dedicata a Papa Francesco. Il vescovo Bruno Forte parla ia piccoli: è un momento importante, a cui i detenuti tengono a partecipare. Uno di loro ringrazia a nome di tutti le persone presenti per «la possibilità che ci avete offerto di poterci integrare, senza porre muri». Poi la loro offerta per Riccardo, che vogliono aiutare concretamente.
Una busta consegnata al maestro, da chi comprende cosa significa vivere «condizioni quotidiane di estremo disagio».

