Bimbo ustionato nella cucina Oggi la prima operazione

LANCIANO. Sono stabili ma sempre gravi le condizioni del bimbo di 3 anni rimasto ustionato vicino ai fornelli. Il piccolo, che da martedì è ricoverato al policlinico Gemelli di Roma, è stato indotto...
LANCIANO. Sono stabili ma sempre gravi le condizioni del bimbo di 3 anni rimasto ustionato vicino ai fornelli. Il piccolo, che da martedì è ricoverato al policlinico Gemelli di Roma, è stato indotto in coma farmacologico per lenire il dolore e oggi viene sottoposto a intervento per l’innesto di cute nelle parti del corpo rimaste più danneggiate. Presenta ustioni di secondo e terzo grado su circa il 22 per cento del corpo. È stato già operato alle manine. La prognosi resta riservata. Accanto a lui c’è la madre, M.I., 40 anni, che non si dà pace per quanto accaduto martedì nell’abitazione della famiglia di origine romena in largo San Lorenzo.
La polizia ha rimesso un primo rapporto sull’incidente domestico al procuratore Mirvana Di Serio, che sta verificando l’ipotesi di abbandono di minore. Si tratterebbe, nel caso, di un atto dovuto, necessario per condurre i relativi accertamenti. La donna, come testimoniato anche dai vicini, si sarebbe allontanata da casa per andare a buttare la spazzatura, la busta con i pannolini sporchi dei gemellini. Il papà, D.P., 40 anni, era invece a lavoro in una fabbrica della Val di Sangro.
La coppia ha quattro figli, la più grande di 14 anni, rimasta ustionata per soccorrere il fratello (è ricoverata a Pescara), un altro di 10 e poi i gemellini di 3 anni. Sono arrivati un anno fa a Lanciano, dopo aver vissuto in un altro comune dell’area frentana. Da tutti sono descritti come genitori attenti e premurosi. Quel giorno i bambini erano a casa. C’era anche una amichetta della 14enne. Quando la mamma è uscita, le ragazzine erano in cameretta. In cucina il fornello era acceso per il pranzo.
Da quanto ricostruito, uno dei gemellini ha preso una boccetta dell'alcol e il liquido infiammabile è finito sul piano cottura. Il ritorno di fiamma ha investito il piccolo.
La Scientifica, che ha fatto foto e rilievi nella cucina, ha trovato a terra la boccetta con dentro liquido rosa. Le analisi chiariranno il contenuto, ma verosimilmente si tratta di alcol, usato come disinfettante durante l’emergenza coronavirus. Chi conosce la famiglia sa che l’alcol viene tenuto sopra il frigorifero, lontano dai bambini. Come ha fatto il piccolo ad averlo a portata di mano?
«La famiglia stessa ha bisogno di capire cos’è successo», dice l’avvocato Sandro Mammarella, nominato dai genitori, «il bimbo era ustionato solo nella parte posteriore del corpo, era quindi di spalle ai fornelli quando ha spruzzato inavvertitamente l’alcol. In casa i genitori hanno messo cancelletti di sicurezza perché le stanze più pericolose siano inaccessibili. Non è chiaro perché il bambino si trovasse in cucina». (s.so.)
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