Biogas, partono gli esposti contro azienda e Arta

Incidente alla centrale di Lanciano: l’associazione Nuovo Senso Civico in Procura Lanci: nessuna analisi da parte dell’Agenzia regionale, confidiamo nel Comune
LANCIANO. Sono arrivati a tre gli esposti dell’associazione Nuovo Senso Civico presentati in Procura in merito allo sversamento di liquami provenienti dalla centrale a biogas di Villa Pasquini. Le segnalazioni al tribunale, inoltrate per conoscenza anche al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, sono nei confronti della proprietà che gestisce l’impianto e dell’Arta che, secondo l’associazione in difesa dei diritti dei cittadini e dell'ambiente, non avrebbe svolto il sopralluogo con «la perizia e l’attenzione che avrebbe richiesto il grave sversamento».
In particolare il presidente di Nsc, Alessandro Lanci, denuncia il fatto che sull’area della fuoriuscita dei liquami, circondata da campagne coltivate a vite e olivi completamente inzuppate di materiale liquido proveniente dalla centrale, non sia stato effettuato alcun campionamento. In uno degli esposti presentati è stata allegata anche una corposa relazione a firma dei tecnici Tommaso Giambuzzi e Massimo Ranieri, rispettivamente ingegnere e geologo. «Questo ulteriore approfondimento», precisa Lanci, «si è reso necessario a seguito del sopralluogo effettuato in loco dall’Arta, che ci ha lasciati a dir poco esterrefatti per l’estrema inconsistenza, visto che i responsabili intervenuti non hanno ritenuto necessario effettuare alcun tipo di analisi né individuare la data dell’evento (secondo le prime informazioni raccolte dai carabinieri lo sversamento andrebbe avanti da oltre un mese e non da pochi giorni come inizialmente ipotizzato, ndc). Al contrario Nsc nell’ultimo esposto non solo ha portato in evidenza l’incidente, ma ha descritto alcune modalità delle lavorazioni mettendone in luce i relativi pericoli e indicando le procedure che devono essere attuate in caso di eventi simili. Adesso», prosegue Lanci, «chiediamo in particolare che le analisi di laboratorio richieste dal sindaco Mario Pupillo, in assenza di quelle doverose che avrebbe dovuto fare l’Arta, vadano a ricercare espressamente nei liquami e nei terreni la presenza di batteri pericolosi e potenzialmente letali per gli esseri umani quali i clostridium tetani, botulinum, perfringens e le salmonelle». Non tutti i laboratori analisi, specie quelli privati, sono infatti attrezzati ad individuare determinati elementi patogeni e batteriologici. «L’Arta invece», contesta Lanci, «avrebbe potuto rivolgersi all’Istituto zooprofilattico o all’Istituto superiore di sanità, come mai non l’ha fatto? Nsc come sempre vigilerà sulla vicenda e sulle indagini fornendo ogni nuovo eventuale elemento utile ad approfondire il comportamento dell’azienda responsabile dell’ incidente».
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