Biomasse, ok alle emissioni Il Comune ricorre al Tar

22 Settembre 2015

TREGLIO. No a nuove autorizzazioni per il sansificio Vecere e la centrale a biomasse Gct da parte della Provincia. Il Comune di Treglio ha impugnato al Tar di Pescara il provvedimento dell’ente...

TREGLIO. No a nuove autorizzazioni per il sansificio Vecere e la centrale a biomasse Gct da parte della Provincia. Il Comune di Treglio ha impugnato al Tar di Pescara il provvedimento dell’ente provinciale relativo all’aggiornamento dell’autorizzazione alle emissioni, chiesto e ottenuto dalle società Sansifici Vecere Srl e Gestione Calore Treglio per i rispettivi impianti. «Il provvedimento della Provincia», spiega il sindaco Massimiliano Berghella, «è stato adottato a seguito della richiesta delle imprese di modificare, rispetto agli stabilimenti, il quadro e i parametri delle emissioni in atmosfera. Il Comune ha ritenuto opportuno impugnare l’ok della Provincia, in quanto frutto di un’istruttoria carente e per omessa valutazione di circostanze di fatto che erano conoscibili e che andavano considerate nell’ambito del procedimento amministrativo».

Non sarebbe stato tenuto conto, ad esempio, che gli impianti industriali sono oggetto di sequestro preventivo. Né sarebbero state valutate le risultanze della consulenza tecnica disposta dalla Procura di Lanciano, le cui conclusioni sono diverse rispetto a quelle di Arta e Provincia. «A tratti poi», prosegue il primo cittadino, «gli adeguamenti non rispettano le leggi in materia e capita anche che siano state chieste modifiche per procedimenti già attuati. In conclusione riteniamo che il provvedimento della Provincia, oltre a comportare un peggioramento della qualità dell’aria, si fondi su una conoscenza parziale dei fatti». Anche una recente relazione tecnica commissionata dal Comune aveva messo in evidenza violazioni, inadempienze e lacune, come ad esempio filtri mancanti nelle camere di combustione che, nonostante i solleciti, sembra non siano mai stati installati; eccesso nelle emissioni di inquinanti, che è anche una delle ragioni del fermo degli impianti industriali da parte della magistratura; irregolare smaltimento e produzione eccessiva delle ceneri; sostanze odorifere emesse in quantità eccessive. (d.d.l.)

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