Biometano, il Comune chiede spiegazioni

7 Giugno 2019

Progetto Aura Energia: la giunta Castiglione scrive alla Regione sollecitando la Valutazione d’impatto ambientale e la Vinca

ORTONA . L’amministrazione comunale interviene sul progetto presentato dalla società Aura Energia srl di un impianto di produzione biometano e compost da realizzare a Caldari. Lo fa con una osservazione inviata alla Regione con cui si chiede che il progetto sia soggetto in primo luogo a Valutazione di impatto ambientale (Via) di competenza regionale. Ma non solo, perché essendo presenti sul territorio ortonese due riserve naturali regionali, si richiede anche la procedura di Verifica di Incidenza Ambientale (Vinca).
L’analisi fatta dal Comune ha preso in considerazione l’inquadramento normativo in cui si inserisce il progetto, la sua collocazione rispetto a punti sensibili e le criticità ambientali già presenti sul territorio, la sovrapposizione delle emissioni odorifere e polverulenti e la valutazione sugli effetti dei venti. C’è poi un altro aspetto che secondo l’amministrazione Castiglione è stato poco specificato dalla progettazione: riguarda la provenienza dei quantitativi di frazione organica di rifiuto solido urbano (Forsu) di cui si alimenterebbe l’impianto insieme agli scarti di vinacce e del verde triturato. «Infatti nel Piano regionale di gestione rifiuti la produzione annua di Forsu a livello regionale fino al 2022 copre meno del 60% della disponibilità degli impianti presenti sul territorio, dunque appare evidente che le necessità per un ulteriore impianto come quello di Caldari potrebbero essere soddisfatte solo con materiale umido proveniente da fuori regione», dichiarano da Palazzo di città.
Nell’analisi sul territorio, poi, il Comune evidenzia come le distanze del nuovo insediamento risultino critiche sia dai nuclei abitati, tra la stazione di Caldari e contrada Iurisci, come anche dai corsi d’acqua rappresentati dal Fosso Riccio e da opere di captazione di acque per usi agricoli. È stato inoltre rimarcato che il sito appare interferire con coltivazioni vitivinicole di pregio e biologiche oltre che con la produzione alimentare di qualità.
«Dopo un’attenta analisi in questa fase preliminare del progetto», commenta il sindaco Leo Castiglione spiegando la posizione dell’amministrazione sulla possibile realizzazione dell’impianto, «grazie anche al lavoro dei tecnici dell’ufficio comunale e del mio staff, l’ingegnere Tommaso Giambuzzi e il dottore Umberto Di Deo, abbiamo elaborato questa richiesta. L’obiettivo», conclude, «è di dare massima attenzione e trasparenza al progetto di questo nuovo insediamento che si inserisce nella zona industriale del territorio ortonese dove sono già presenti attività produttive che, ormai da anni, rappresentano un importante aggravio ambientale per il territorio e la collettività».
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