Blitz all’alba nel Camping Sangro Trovati 15 stranieri nel degrado

16 Giugno 2021

Nei casotti di legno extracomunitari in condizioni disumane, alcuni senza permesso di soggiorno Il sindaco Di Fonso: «Situazione indescrivibile, piani di cottura marci e senza servizi igienici»

TORINO DI SANGRO. Il blitz è scattato ieri all'alba. I carabinieri della compagnia di Ortona in collaborazione con la questura di Chieti e i commissariati di Lanciano e Vasto hanno fatto irruzione nel Camping Sangro di contrada Saletti. All'interno dei casotti di legno 15 extracomunitari che occupavano il camping abusivamente stavano ancora dormendo. L'arrivo a sorpresa delle forze dell'ordine ha impedito che organizzassero la fuga o una temporaneo allontanamento. Sono stati portati via dalle forze dell'ordine. Alcuni non avevano neppure il permesso di soggiorno. Attorno a loro sporcizia, ferraglie e rifiuti. Il camping è stato trovato in condizioni di totale degrado.
Le forze dell'ordine hanno svuotato la struttura per motivi igienico sanitari e di pubblica sicurezza, come disposto dal gip del tribunale di Vasto e da un’ordinanza firmata il 28 maggio dal sindaco di Torino di Sangro, Nino Di Fonso. «Quello che abbiamo trovato è indescrivibile», dice il sindaco, «le forze dell'ordine che hanno eseguito lo sgombero», prosegue il primo cittadino, «si sono rese conto delle condizioni in cui versava il camping. Quella struttura è di proprietà comunale e la sua destinazione è turistica. Invece abbiamo trovato rifiuti e sporcizia ovunque . Ringrazio la questura e i carabinieri per il lavoro fatto e per aver restituito un’importante struttura alla nostra comunità».
Di Fonso scoprì quello che accadeva nel camping di contrada Saletti il 17 maggio scorso quando insieme al comandante dei stazione dei carabinieri di Torino di Sangro, il maresciallo Michele Cefaratti, decise di fare un sopralluogo nel campeggio. «Ho visto», racconta Di Fonso, ripetendo quello che è riportato nell'ordinanza, «che molte delle casette venivano utilizzate come ricovero da persone sconosciute che utilizzavano i box anche per cucinare. Per preparare il cibo venivano usate delle bombole di gas collegate in modo precario. I piani di cottura erano marci. Nella struttura non ci sono servizi igienici utilizzabili né viene fornita l'acqua e l'energia elettrica. I rifiuti prodotti dagli abusivi erano ammassati e lasciati vicino alle casette. Quella situazione di degrado costituiva un grande pericolo. La presenza di sconosciuti che vivevano in quelle condizioni senza alcuna autorizzazione, rappresentava inoltre un pericolo sociale, sanitario e ambientale. Il 28 maggio ho firmato l'ordinanza di sgombero e oggi (ieri per chi legge, ndc) la questura e i carabinieri hanno dato seguito allo sgombero. Grazie alle forze dell'ordine e alla magistratura».
Fra i 15 abusivi alcuni sono risultati clandestini. Di loro si occuperà la questura di Chieti per il rimpatrio. Gli altri saranno ricollocati. Non è la prima volta che il Camping Sangro viene sgomberato. Nel 2018 la prefettura dispose il ricollocamento di 52 profughi che occupavano la struttura turistica. Otto rimasero in paese, 44 vennero mandati in altri centri della provincia. La struttura tornò alla sua vocazione turistica, ma per chi cerca un rifugio è il luogo ideale. «Non deve essere così», afferma categorico Di Fonso.
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