Blitz dei vigili contro gli allacci abusivi

7 Agosto 2019

Chieti. La polizia locale scova i furbetti in via Albanese: scattano le denunce per furto. La segnalazione da un residente

CHIETI. Rubavano energia elettrica grazie agli allacci abusivi. La polizia locale ha scovato i furbetti degli alloggi popolari che avevano escogitato un piano quasi perfetto per non pagare le bollette. Il blitz degli agenti coordinati dalla comandante Donatella Di Giovanni è scattato nei giorni scorsi nelle case parcheggio di via Albanese, in zona Sant’Anna. E nei guai sono finiti due residenti, un uomo e una donna: nei loro confronti è partita una denuncia a piede libero per furto aggravato. È stato un altro residente a segnalare l’anomalia all’Ufficio casa del Comune, che ha mandato sul posto il capo elettricista dell’ente. Accertate le irregolarità, è stato richiesto l’intervento della municipale, che ha identificato i ladri di elettricità e inviato una prima informativa alla procura della Repubblica. In sostanza, i due residenti finiti sott’accusa avevano trovato il modo per allacciarsi direttamente alla rete condominiale, intestata al Comune. E adesso rischiano di finire sotto processo. Episodi come quelli scoperti in via Albanese capitano di frequente negli edifici popolari, come dimostrano recenti condanne in tribunale: sono stati scoperti stratagemmi per non pagare pure le bollette del gas e dell’acqua.
I controlli della polizia locale proseguiranno nelle prossime settimane in tutto il territorio comunale, anche per contrastare il fenomeno – più contenuto rispetto al passato – delle occupazioni illegali. Il Comune, con l’Ufficio casa e l’assessore Maria Rita Salute, è in prima linea per stanare i furbetti. In città, secondo gli ultimi dati disponibili, sono 1.404 gli alloggi popolari, di cui 1.076 gestiti dall’Ater e 328 da Palazzo d’Achille. Sono state avviate verifiche a tappeto ed è iniziata una ricognizione sui redditi degli assegnatari. Il risultato più evidente sono le sei case già recuperate dal Comune e tolte ad altrettante famiglie che non avevano più i requisiti necessari. I motivi sono differenti: c’è chi occupava l’alloggio in modo totalmente abusivo, chi aveva superato il reddito massimo, chi non risultava più residente in città e chi aveva persino comprato un appartamento ma non voleva assolutamente privarsi del privilegio di conservare la casa popolare.
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