Blitz in parafarmacie e negozi sequestrate 4.200 mascherine

In città i carabinieri bloccato un carico di provenienza cinese: era senza nullaosta sanitario In corso controlli per scoprire chi specula sui prezzi dei dispositivi di protezione individuali
CHIETI. Sono 4.200 le mascherine “fuorilegge” sequestrate a Chieti e provincia dai carabinieri del Nas di Pescara. I controlli degli uomini del tenente colonnello Domenico Candelli rientrano in quelli disposti a livello nazionale per contrastare il commercio di dispositivi di protezione individuali non a norma. Le verifiche sono scattate in farmacie, parafarmacie e aziende specializzate nel commercio di articoli per la casa. L’obiettivo è accertare la regolarità del materiale in vendita, ma anche scoprire chi specula sui prezzi nei giorni dell’emergenza coronavirus.
Il carico più consistente è stato bloccato dai militari dell’Arma in una parafarmacia del capoluogo teatino: si tratta di quattromila mascherine facciali, provenienti dalla Cina, con certificazione di sdoganamento irregolare e sprovviste di nullaosta sanitario.
Nel Vastese, invece, sono state sequestrate oltre 100 mascherine facciali sartoriali in confezioni prive delle indicazioni obbligatorie di legge e senza che la documentazione commerciale presentasse una scheda tecnica del prodotto.
E ieri, in un supermercato di Ortona, sono state trovate e tolte dagli scaffali una settantina di mascherine, di produzione cinese, risultate anch’esse irregolari: non avevano alcuna indicazione in lingua italiana. Uno degli esercizi commerciali ispezionati dai carabinieri si trova accanto a un negozio cinese di bricolage che è invece risultato pienamente in regola. Ma le verifiche del Nas non si fermano: sono in corso approfondimenti investigativi sulla documentazione acquisita nelle attività commerciali inerente all’importazione dei dispositivi di protezione individuali.
Gli interventi dei militari dell’Arma e delle altre forze dell’ordine sono finalizzati anche a prevenire ingiustificati rialzi dei prezzi di vendita di mascherine e gel igienizzanti e, di conseguenza, ad evitare «manovre speculative» ai danni dei consumatori. Per questo sono stati intensificati anche i controlli dei mercati e dei venditori ambulanti per scongiurare la vendita di prodotti non certificati e forme di contraffazione di marchi, con potenziali rischi per la sicurezza dei clienti.
L’obiettivo degli investigatori è capire se siano state commesse irregolarità non solo a “valle”, ovvero nella vendita al dettaglio, ma anche “a monte”, per esempio ad opera di grossisti che potrebbero aver cercato di cavalcare la situazione di panico mettendo sul mercato meno confezioni del solito, allo scopo di provocare l’impennata dei prezzi.
In questo senso, in provincia di Chieti non sono state trovate situazioni anomale. Ma le verifiche proseguiranno anche nei prossimi giorni.
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