Blitz in ristoranti, lidi e locali: scoperti 35 lavoratori in nero

17 Settembre 2022

Il colonnello Iadarola: «È una piaga per il sistema economico perché danneggia le imprese oneste» Le fiamme gialle accertano numerose irregolarità anche durante gli eventi nei luoghi della movida 

CHIETI. Lavoravano in nero in ristoranti, stabilimenti balneari e locali della movida. La guardia di finanza di Chieti e Ortona ha scoperto 35 dipendenti irregolari: tutti svolgevano le mansioni di cameriere, tranne uno che era impiegato in cassa. È il bilancio della campagna estiva di prevenzione delle fiamme gialle – finalizzata al rispetto delle regole a tutela della concorrenza e al contrasto al lavoro sommerso – che ha consentito anche di accertare numerose violazioni amministrative «per inosservanza delle norme connesse all’organizzazione di eventi e spettacoli».
Per otto delle attività ispezionate, una volta accertata la sussistenza dei presupposti idonei a configurare il lavoratore in nero, è stata avviata la procedura di irrogazione della cosiddetta maxi-sanzione, che va da un minimo di 1.800 euro a un massimo di 10.800 euro per ciascuno di essi. Per sette di queste è stato richiesto all’Ispettorato territoriale del lavoro il provvedimento di sospensione dell’attività per aver impiegato manodopera irregolare in misura superiore al 10% del totale dei lavoratori assunti. Un dato, più di tutti, testimonia la rilevanza del fenomeno: in due soli locali da intrattenimento i finanzieri hanno scoperto ben 20 dipendenti in nero.
I controlli delle fiamme gialle sono scattati anche nei locali della movida teatina, soprattutto in occasione di eventi e concerti che hanno richiamato parecchio pubblico: le irregolarità sono state rilevate in più ambiti dal momento che le comunicazioni presentate – ovvero Scia (segnalazione certificata d’inizio attività), agibilità, licenze, commissione di vigilanza e certificato prevenzione incendi – non sono risultate adeguate.
Il comandante provinciale della guardia di finanza, il colonnello Michele Iadarola, sottolinea come «il lavoro nero rappresenti una piaga per l’intero sistema economico in quanto sottrae risorse all’erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, e consente una competizione sleale con le imprese oneste. Un altro aspetto negativo è quello della mancata tutela del lavoratore dal punto di vista assistenziale, assicurativo e previdenziale che, a causa del mancato versamento dei contributi, attualmente in fase di esatta quantificazione, comporterà la segnalazione di rito agli uffici competenti per le successive incombenze amministrative circa l'inquadramento e la regolarizzazione delle posizioni lavorative constatate».