Blitz in tre night club: 18 ballerine in nero

Ispezioni a Rocca San Giovanni, Altino e Bomba: 100mila euro di sanzioni. Un locale era camuffato da associazione culturale
LANCIANO. Diciotto ballerine straniere erano impiegate in nero in tre locali notturni del Frentano. Uno di questi, addirittura, mascherava le proprie attività dietro la facciata di associazione di promozione culturale. Sono sfociate in una maxi sanzione da oltre 100mila euro i controlli della guardia di finanza.
Le ispezioni dei militari della compagnia di Lanciano, coordinati dal comandante provinciale, Mario Vittorio Di Sciullo, erano finalizzate al contrasto del fenomeno del lavoro sommerso. Le fiamme gialle hanno rivolto la loro attenzione nei confronti di tre night club dell’area frentana. Le attività ispettive di matrice tributaria hanno visto l’impiego di dieci finanzieri e sono state eseguite, congiuntamente, nei comuni di Rocca San Giovanni, Altino e Bomba. In un caso la Finanza ha scoperto anche che il locale notturno era mascherato da falsa associazione di promozione culturale.
Al termine dei controlli, le fiamme gialle hanno rilevato nei tre locali l’utilizzo di diciotto lavoratrici provenienti dall’Est Europa, impiegate con mansione di “intrattenitrice” totalmente in nero. Dall’impiego di lavoro sommerso sono scaturite pesanti sanzioni nei confronti dei tre datori di lavoro, multati complessivi per 102.145 euro. I finanzieri hanno, inoltre, chiesto alla competente Direzione territoriale del lavoro l’emissione dei provvedimenti di sospensione delle attività commerciali.
Il blitz delle fiamme gialle rientra in una più ampia azione di contrasto mirata non soltanto al recupero dei tributi evasi, ma anche e soprattutto a incidere concretamente sulla diffusione dell’illegalità fiscale, finanziaria ed economica e sui negativi effetti che questo produce, in danno dell’equità sociale e dei diritti al libero esercizio dell’impresa e al lavoro, oltre che a incentivare l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali.
Solo sul territorio frentano, dall’inizio dell’anno sono stati conclusi sedici interventi che hanno portato alla luce un “sottobosco” di economia illegale coltivato da taluni imprenditori i quali, in maniera disonesta e facendo leva, nella maggior parte dei casi, sulla giovane età e sulle difficoltà economiche degli aspiranti dipendenti, hanno impiegato quest’anno 31 lavoratori in nero, con una media del 42%, su un totale di 74 dipendenti controllati nel corso delle diverse ispezioni.
Lo scorso aprile in un locale notturno di San Vito gli ispettori del lavoro di Chieti e la polizia di Lanciano trovarono 21 lavoratori risultati privi di assunzione, la maggior parte dei quali romene, ucraine e polacche.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

