«Bloccata per sei ore in ospedale»
La Di Santo racconta la lunga attesa dopo l’incidente stradale
VASTO. Trasportata al mattino al pronto soccorso del San Pio dopo un incidente stradale, riesce ad essere visitata solo alle 17 dopo vibrate proteste. Teresa Di Santo, insegnante vastese e responsabile dello sportello antiviolenza di San Salvo, “Emily”, racconta al Centro la sua odissea.
«Sono arrivata al San Pio alle 11,40 reduce da un brutto incidente stradale. Avevo dolori ovunque e la testa mi girava. Alle 12,11 ho avuto l'accesso al codice e sono stata distesa su un lettino. Su quel lettino sono rimasta fino alle 14,17. A quell’ora finalmente sono stata visitata, dopo di che è iniziata un'altra attesa di 3 ore senza sapere il responso della visita. Alle 17,02, stanca, con la testa che continuava girare, senza poter mangiare né bere, a seguito delle mie proteste sono stata dimessa. Ora la domanda è: può essere "normale", come ha detto un operatore del San Pio, tenere un paziente in attesa delle dimissioni per 3 ore? Come può essere definito "pronto", un soccorso che dalle 11,40 arriva alle 14,17. E se nel frattempo io avessi avuto una emorragia interna?
Posso comprendere il nervosismo e forse l'impotenza di medici e operatori che con i mezzi a disposizione non riescono a fare di più, ma non è "normale" aspettare 6 ore una diagnosi. Se non mi fossi messa ad urlare chissà a che ora mi avrebbero dimessa. Il San Pio è ridotto in queste condizioni. Non c'è bisogno di alcun altro commento perché quello che accade si commenta da solo e la cosa più triste è che poi la colpa è sempre del paziente che non ha pazienza». (p.c.)

