Blu Parking vuole 8 milioni

Il consiglio affida oggi la gestione a Chieti Solidale. Marcotullio chiede i danni al Comune
CHIETI. Alla vigilia del consiglio comunale che affida la gestione dei parcheggi a pagamento alla Chieti Solidale, la Blu Parking invia una mail di “avvertimento” a tutti i consiglieri comunali. La società di Alfiero Marcotullio che ha gestito sinora le strisce blu, non ci sta a vedersele sfilare di mano in silenzio. Ha deciso di muoversi su due campi: a livello giudiziario, con la richiesta di un risarcimento danni da 8 milioni di euro, e a livello di consiglio comunale, con la mail inviata a tutti i consiglieri sul rischio di dover risarcire in proprio. La mail è la risposta a quello che Marcotullio chiama il «blitz» del Comune: «In quanto commissione dei capigruppo e consiglio comunale sono stati fissati lo stesso giorno, proprio per mettere dinanzi al fatto compiuto i consiglieri ignari». Marcotullio porta così a conoscenza di chi deve votare la delibera che affida il servizio a Chieti Solidale che «la risoluzione della convenzione con la Blu Parking è stata impugnata dinanzi al tribunale e la controversia è ancora pendente». In questo giudizio la Blu Parking ha chiesto la condanna del Comune al risarcimento del danno quantificato in 8 milioni di euro. «L’aspetto che colpisce maggiormente», dice Marcotullio, «è il tentativo di far approvare dal Consiglio una delibera di affidamento in favore di Chieti Solidale cercando di non far comprendere sia ai componenti della maggioranza che a quelli dell’opposizione cosa stanno deliberando. Una volta data l’improvvida approvazione all’intendimento della giunta, anche loro diverranno compartecipi delle responsabilità dell’ente e del rischio di risarcimento in proprio». Marcotullio ricorda anche il precedente di Teate Servizi con la sentenza del Tar che ha detto che la gestione non poteva andare alla società pubblica, visto che la decisione era stata presa dalla giunta e non dal Consiglio. Secondo il presidente, inoltre, il credito vantato dal Comune nei confronti di Blu Parking non esisterebbe, poiché la storia del mancato pagamento dell’aggio sarebbe «priva di fondamento». Non solo. Per Marcotullio il conto economico proposto ai consiglieri comunali non terrebbe conto della riduzione dei ricavi del 30% avvenuta negli ultimi anni. Le strisce blu non frutterebbero, dunque, 1.200.000 euro, ma solo 950.000. In casa Blu Parking, inoltre, è il Comune ad essere inadempiente alla convenzione stipulata, e non il contrario. L’inadempienza starebbe nel fatto che «il Comune», spiega Marcotullio, «ha fatto scadere il vincolo urbanistico sulle aree oggetto di esproprio, interessate dal progetto di finanza. Ha ridotto unilateralmente numerosi posti a raso e coperti già presenti e dovuti nella convenzione, riducendo notevolmente gli introiti del concessionario, con i posti auto tagliati del 35%. E infine non ha messo in funzione il tunnel che sfocia in largo Barbella». C’è poi la questione dei lavoratori - 22 per la Blu Parking, 14 per il Comune - che si deve vedere quale fine faranno.
Blu Parking sostiene in conclusione di aver sempre richiesto incontri all’ente, ma il Comune si sarebbe sempre sottratto a percorsi conciliativi.
Sono circa mille i parcheggi a raso delimitati da strisce blu, ma secondo la Blu Parking nel tempo si sarebbero ridotti di circa la metà (e anche questo è uno dei motivi del lungo contenzioso), quasi mille anche quelli coperti. Si tratta dei parcheggi di via papa Giovanni (400 posti auto), del Terminal (250 posti auto che però sono stati ridotti a 150 a causa dei lavori per il tunnel di largo Barbella) e della Pierantoni (200 posti solo per residenti). Marcotullio li gestisce dal 1998. All’inizio attraverso l’Ecoesse e poi con la Blu Parking. La società ha in gestione anche la scala mobile che costa, compreso le manutenzioni straordinarie, circa 120mila euro l’anno.

