Blutec, a rischio gli stipendi di 200 operai

Dopo gli arresti di presidente e amministratore i dipendenti temono anche per il premio di risultato. Pronti allo sciopero
ATESSA . Sono giorni febbrili nella ex Blutec di Atessa, oggi Ingegneria Italia, dopo l’arresto del presidente e amministratore delegato dell’azienda e il sequestro dell’intero complesso aziendale, delle relative quote sociali e delle disponibilità finanziarie, immobiliari e mobiliari riconducibili agli indagati fino all’importo di 16 milioni e 516 mila euro. Ieri le fiamme gialle si sono recate anche nella sede di Atessa, una delle tante aziende amministrate sotto il marchio Blutec, ma le attività proseguono in regime di amministrazione controllata (la gestione delle aziende Blutec è affidata a dei curatori) senza aver subito alcuna battuta di arresto.
A preoccupare i 200 dipendenti è piuttosto il pagamento degli stipendi e del premio di risultato aziendale previsti per domani. Ieri l’Usb ha tenuto una conferenza davanti ai cancelli dello stabilimento: «Se per quella data», ha dichiarato Romeo Pasquarelli, responsabile lavoro privato Usb Abruzzo, «gli stipendi non saranno stati accreditati, scatterà di nuovo lo stato di agitazione e i lavoratori si fermeranno». Ma gli animi sono più che mai divisi. Da un lato c’è l’apprensione per gli stipendi dopo tanti sacrifici già patiti negli ultimi mesi, dal punto di vista retributivo, ma anche da quello della sicurezza e organizzazione all’interno dello stabilimento. Dall’altro c’è la consapevolezza che quella di Sevel, per la quale Ingegneria Italia produce longheroni e traverse sottoplancia da destinare ai furgoni commerciali leggeri, è una delle pochissime commesse affidabili nel mondo automotive, con una richiesta costante del mercato e numeri in espansione. Scioperare, così come accaduto altre volte, significherebbe bloccare di fatto le attività di Sevel e quelle di numerose fabbriche del suo indotto. «Siamo convinti più che mai che l’accelerazione verso il nuovo acquirente, la Ma srl - interviene Gianluca Gagliardi, Fismic, «possa assicurare alle maestranze dello stabilimento di Atessa maggiore sicurezza». «Da tempo denunciamo questa gravissima situazione», dice Achille Di Sciullo, Uilm, «che continua ad essere molto delicata. Noi stiamo monitorando quanto sta accadendo, certo, se gli stipendi non verranno pagati sarà un ennesimo problema che si abbatte sui lavoratori che tuttavia, con Sevel, hanno una commessa garantita. Restiamo in allerta». «Chiediamo al commissario come primo atto il pagamento degli stipendi», dice Amedeo Nanni, rsa Sevel per Fim-Cisl, «e faremo appello affinché gli utili prodotti da Ingegneria Italia ad Atessa restino sul territorio e vengano utilizzati per risolvere i problemi di questo stabilimento». Tutte le sigle sindacali intanto hanno rinnovato nelle scorse ore l’invito al governo a convocare urgentemente un tavolo ministeriale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

