Blutec, tre istanze di fallimento

21 Aprile 2019

Nuovi guai per l’azienda: manager accusati di malversazione

ATESSA. Sono tre le istanze di fallimento riguardanti il marchio Blutec depositate nei giorni scorsi al tribunale di Pescara, città in cui l’azienda ha la sua sede legale. La notizia è trapelata da alcune fonti investigative. In particolare si tratta di un’istanza della procura pescarese e di due depositate da alcuni fornitori. Nel caso in cui dovesse essere dichiarato il fallimento dell’azienda, la procura abruzzese potrebbe avviare un’inchiesta per bancarotta fraudolenta. A quel punto la competenza territoriale dell’inchiesta sul presidente Roberto Ginatta e l’amministratore delegato Cosimo Di Cursi, transitata da Termini Imerese a Torino, potrebbe cambiare nuovamente. I due manager sono accusati di malversazione ai danni dello Stato. Nelle scorse settimane il presidente del consiglio di amministrazione, Ginatta, e l’amministratore delegato Cosimo Di Cursi della Blutec Spa, società che ha rilevato l’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese, sono stati posti agli arresti domiciliari dalla guardia di finanza con l’accusa di «aver distratto ingenti finanziamenti pubblici erogati da Invitalia (per conto del Ministero dello Sviluppo economico), per sostenere il programma di sviluppo finalizzato alla riconversione e riqualificazione del polo industriale di Termini Imerese, cosa tuttavia, non ancora avvenuta.
Al momento gli stabilimenti Blutec italiani, compreso quello di Ingegneria Italia, ad Atessa, sono sotto regime di amministrazione controllata. Il tribunale del riesame dovrà esprimersi a giorni sul dissequestro delle fabbriche e fino ad allora sono garantiti dal commissario ordinario, Giuseppe Glorioso, le normali attività degli stabilimenti, gli ordinativi dei clienti e le spettanze nei confronti dei lavoratori. I sindacati hanno chiesto nei giorni scorsi un incontro urgente alla Regione Abruzzo e alla prefettura di Chieti per discutere della situazione. (d.d.l.)