Bocciato Megalò 2, stop ai nuovi negozi

22 Dicembre 2017

Il Comitato Via conferma il rischio allagamenti e sospende il progetto. Il Wwf: ora Chieti e Cepagatti revochino i permessi

CHIETI. Uno stop al Megalò 2. Ieri, il Comitato Via riunito all’Aquila ha sospeso il progetto del nuovo ipermercato Mirò con 7 edifici su 30mila metri quadrati tra Chieti e Cepagatti. Secondo il Comitato Via, presieduto dal direttore generale della Regione Vincenzo Rivera, il raddoppio del centro commerciale non si può fare. Almeno per ora. È un’altra bocciatura che segue quella del 27 marzo scorso: 9 mesi fa, lo stesso Comitato Via aveva giudicato «improcedibile» la richiesta di modifica del progetto e aveva prescritto come «obbligatoria» – prima dell’avvio dei lavori – la verifica dell’efficacia dell’argine potenziato e della diga d’acciaio costruiti per abbattere il rischio di allagamenti. E, secondo il Comitato Via, quelle criticità non sarebbero state ancora superate. Contro il provvedimento del Comitato Via, progettisti e proprietà possono presentare ricorso al Tar entro 60 giorni oppure al Capo dello Stato entro 120 giorni: il caso non è chiuso.
«Essendo stata negata la proroga», commentano la presidente teatina del Wwf Nicoletta Di Francesco e l’avvocato degli ambientalisti, Francesco Paolo Febbo, entrambi ascoltati ieri, «il procedimento è decaduto e, a questo punto, i Comuni di Chieti e Cepagatti dovranno prenderne atto e revocare i titoli edilizi a suo tempo concessi, proprio come il Wwf ha chiesto con una propria diffida già da diversi giorni». Di Francesco e Febbo proseguono: «Nell’audizione abbiamo ribadito le posizioni dell’associazione e consegnato alcuni documenti relativi al procedimento in corso di fronte al Tar di Pescara, ultimo passaggio da affrontare prima di poter finalmente trarre un sospiro di sollievo sapendo che il danno già creato anni fa grazie a una normativa illegittima non potrà essere ulteriormente aggravato».
Sono stati ascoltati, anche gli assessori all’Urbanistica Mario Colantonio e al Commercio Carla Di Biase: la richiesta di un parere sulla «sussistenza» della Valutazione d’impatto ambientale e sulla «validità» dei permessi di costruire rilasciati nel 2013 sia dall’amministrazione di Chieti che da quella di Cepagatti, era partita proprio dall’ufficio Urbanistica di Chieti. «Ci siamo soffermati con responsabilità soprattutto sulle problematiche della sicurezza, salvaguardia e pubblica incolumità dell’area, in relazione anche ai gravi avvenimenti atmosferici che hanno tristemente interessato il nostro territorio», dicono gli assessori.
«È stata ribadita la netta contrarietà a Megalò 2», commenta il consigliere regionale Mauro Febbo, «poiché rimangono in essere, e da superare, sia il parere negativo espresso dell’Autorità di Bacino, in quanto in netto contrasto con la normativa del Piano stralcio di difesa ambientale, sia il forte rischio idraulico non ancora risolto. A questo», continua Febbo, «si aggiunge l’impatto ambientale e sociale e imprenditoriale con l’economia teatina. Continueremo a vigilare».
Ascoltata anche la presidente della Confcommercio di Chieti Marisa Tiberio che ha mostrato foto di un allagamento del 1992: «All’epoca», dice, «si verificò un grave allagamento nell’area dove insiste l’attuale Megalò e dove sarebbe dovuto sorgere Megalò 2. Si accumularono più di 5 metri d’acqua e morirono addirittura un centinaio di cavalli. Sempre dalle carte in nostro possesso», continua Tiberio, «due tir furono trasportati dalla foga della corrente e furono ripescati all’altezza del cementificio di Pescara. Non vorremmo che un domani, in caso di allagamenti, a essere trasportate fossero le tante persone che affollano ogni giorno l’area di Megalò. È arrivato il momento di archiviare in maniera definitiva il Megalò 2, un progetto che non ha le gambe per camminare. Non lo diciamo soltanto noi ma lo ha ribadito, ancora una volta, anche il Comitato Via».