Bolkestein, protesta dei balneatori ortonesi

7 Febbraio 2023

Il gestore dell’Acapulco guida la delegazione abruzzese che viene ricevuta dai rappresentanti di Fdi

ORTONA . I balneatori abruzzesi tornanona far sentire la propria voce contro la normativa Bolkestein, e l’ortonese Andrea Mangi sarà uno dei rappresentanti dell’associazione “Popolo produttivo” che domani sarà presente all’incontro, in programma nella sala Tatarella della Camera, con onorevoli, senatori e ministri di Fratelli d’Italia. Insieme a Mangi, che dal 2001 gestisce con la famiglia il bar-stabilimento Acapulco, ci sarà anche Giuseppe Monti, titolare della Stella d’Oro di Pescara.
«Saremo circa sessanta, due rappresentanti per ogni regione, insieme a tecnici di vari settori», spiega il balneatore ortonese, «in Abruzzo il movimento, autonomo e apartitico, conta circa cinquanta aderenti, e duemila in tutta Italia. Auspichiamo che sia l’inizio di una collaborazione tra politica responsabile e Popolo produttivo».
Mangi sottolinea che «lo stato d’animo degli imprenditori balneari, ma anche di tutti i concessionari che operano sul demanio turistico ricreativo come ad esempio porticcioli, ormeggiatori, campeggi, alberghi e ristoranti, è ridotto ai minimi termini. Stiamo parlando di decine di migliaia di imprese, per lo più a conduzione famigliare», ricorda l’imprenditore.
Il comitato porterà all’attenzione degli esponenti di Fratelli d’Italia una serie di richieste: «Chiederemo intanto un provvedimento urgente che sospenda qualsiasi iniziativa locale da parte di Comuni e Regioni, e oltre a questo continueremo a batterci con le nostre istanze e il nostro gruppo lavoro su quella che è l’esclusione delle concessioni balneari dalla direttiva Bolkestein, in quanto non riguarda assolutamente questa categoria di servizi. Come fatto in passato», continua il gestore dell’Acapulco, «si cercherà di portare a una soluzione unitaria e giusta per tutti. L’abrogazione delle legge Draghi sulla concorrenza deve e dovrà essere uno dei punti cardini di questo nuovo governo. Bisogna iniziare una volta per tutte un concordato con l’Unione europea per l’uscita dalla Bolkestein. Più di 30mila imprese sono ancora incerte sul loro futuro, anche avendo investito molto negli ultimi anni e senza avere ad oggi nessuna sicurezza. Il tutto perché si era fatto affidamento alla proroga ultima che portava come scadenza il 2033: non cerchiamo proroghe», conclude Mangi, «ci batteremo fino in fondo per avere una soluzione strutturale definitiva».(a.r.)
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