Bollette dell’acqua da mille euro La protesta arriva in consiglio

12 Marzo 2021

I capigruppo di maggioranza e opposizione presentano una proposta: «Ora il sindaco tratti con l’Aca» Il consigliere Riccardo: «Residenti costretti a fare la fila negli uffici, ma così si rischiano anche i contagi»

CHIETI. Bollette dell’acqua da 778 euro per un’abitazione con due soli inquilini e da 450 euro per una casa disabitata. Altre arrivano addirittura ai mille euro. Sono solo alcuni degli esempi che hanno fatto scoppiare la protesta sulle bollette inviate dall’Aca. Diversi utenti hanno contattato l’azienda acquedottistica che ha fatto sapere che il problema sta probabilmente nel fatto che non è stata comunicata l’autolettura. Senza questo dato l’azienda ha, dunque, provveduto a calcolare il dovuto in base al consumo “presunto” che, essendo tale, non può essere accurato. In molti, però, hanno fatto rilevare che le loro bollette “pazze” hanno cifre sproporzionate anche se fossero state calcolate in base a un consumo presunto. La contestazione è esplosa e il consigliere d’opposizione Giampiero Riccardo ha deciso di portarla all’attenzione del consiglio comunale. L’argomento è in discussione nella seduta di oggi, dove però Riccardo non è più solo, perché tutti i gruppi di maggioranza hanno deciso di sostenere la battaglia. È nato così l’ordine del giorno trasversale, a firma dei capigruppo di maggioranza (Pd, Chieti per Chieti, Chi ama Chieti, Chieti c’è, La sinistra con Diego, Movimento 5 stelle, Lista Ferrara e Azione politica) e dei gruppi di Chieti Viva, Forza Chieti e lista Di Iorio, che mira a impegnare il sindaco Diego Ferrara ad intervenire nei confronti dell’azienda presieduta da Giovanna Brandelli per avere chiarimenti sulle “bollette pazze”. Secondo Riccardo, il problema è dovuto al fatto che quando Aca è subentrata nella gestione comunale non ha avuto a disposizione tutti i dati. Anche per i capigruppo Filippo Di Giovanni, Andrea Rondinini, Silvia Di Pasquale, Vincenzo Ginefra, Alberta Giannini, Luca Amicone, Alberto Chiavaroli, Serena Pompilio, Maurizio Costa e Bruno Di Iorio la situazione «va chiarita, perché Aca è una società di diritto privato a capitale pubblico, dunque i proprietari sono 64 Comuni tra cui Chieti». La presidente Brandelli sostiene invece che non c’è alcuna “bolletta pazza”. Spiega che le bollette si riferiscono a un periodo “a conguaglio” che va da novembre 2019 e dicembre 2020. «Occorre sfatare anche la falsa tesi che la fatturazione a conguaglio per un tempo più lungo comporti un cambio in aumento della fascia tariffaria applicata; nel calcolo viene infatti utilizzato il sistema del “pro die”, ossia il consumo totale viene suddiviso per i giorni di fatturazione e spalmato sulle fasce di consumo. Ne consegue che, ad esempio, se la prima fascia del domestico è 0-100 su base 365 giorni, nel momento in cui viene fatturato un periodo di 400 giorni, la prima fascia sarà uguale a 100/365 x 400 = 109, per cui la prima fascia non sarà più di 100 mc ma di 109 metri cubi. Ovviamente, dal totale andranno detratte le somme già fatturate in acconto. Ci auguriamo che il Comune di Chieti all’ordine del giorno discuta anche di onorare il piano di rientro che ha lasciato insoluto con Aca». Il contenzioso, che ammonta a 8 milioni di euro, è dovuto al fatto che, secondo l’Aca, negli anni precedenti le bollette idriche comunali «non tenevano conto dell’obbligo di remunerazione della depurazione, delle materie prima e delle manutenzioni». (a.i.)