Bollette dell’acqua non pagate: inviati 19mila solleciti ai morosi

24 Settembre 2021

La Sasi avvia la nuova azione di recupero delle somme: solo nel 2020 incassati 7 milioni di euro Il presidente Basterebbe: «Con questi soldi possiamo investire sulle reti per combattere i disagi»

LANCIANO . C’è il problema enorme della carenza di acqua e delle chiusure continue che sfiancano gli utenti, ma ce n’è anche uno legato ai furbetti: coloro che sprecano l’acqua e quelli che non la pagano. E se sul fronte sprechi il presidente Sasi Gianfranco Basterebbe ha chiesto aiuto ai sindaci per fare ordinanze e controlli, sul fronte morosi la società ha intrapreso un’azione di recupero che ha portato ad incassare ben 7 milioni nel 2020 e ad emettere 19mila solleciti di pagamento per bollette inevase negli ultimi anni da parte di 10mila utenti, tra famiglie e aziende. Soldi che serviranno per fare investimenti anche sulle reti.
Mentre continuano i disagi legati alle chiusure dell’acqua che, iniziate da prima dell’estate, si protraggono ancora visto che la sorgente del Verde, che serve l’80% dei Comuni - tra cui quelli più grandi come Lanciano, Vasto, Ortona - è in grande sofferenza, la Sasi continua la sua lotta contro i morosi e contro coloro che sprecano l’acqua usandola ad esempio per innaffiare orti, riempire piscine e lavare le auto. Proprio nella lotta ai morosi, risorse interne alla Sasi ed esterne con una ditta dedicata ai recuperi, hanno permesso di incassare ben 7 milioni di euro, anche attraverso 19mila lettere si sollecito di pagamento che stanno continuando ad arrivare. «I nostri crediti sono scesi di 7 milioni, visto che siamo passati dai 33 milioni del 2019 ai 26 nel 2020», spiega il presidente, dati di bilancio alla mano «cominciamo a vedere i risultati positivi della nuova procedura di recupero. Siamo stati capaci di attuare una politica efficace ma non aggressiva che ha raggiunto gli obiettivi sperati. I crediti più freschi sono gestiti e monitorati con una procedura di riscossione interna in ottemperanza alle nuove prescrizioni Arera entrate in vigore dal primo gennaio 2020 per la nuova regolazione delle morosità».
«Sono indicazioni che tutelano gli utenti», spiega Manuela Carlucci, dirigente del settore commerciale della Sasi, «soprattutto in questi tempi ancora di emergenza sanitaria. Non è più prevista una sola raccomandata a cui segue il distacco, ma due la successiva sospensione. Poi le bollette sono come sempre rateizzabili e ci sono agevolazioni. Per quanto riguarda i morosi sono sempre circa 10mila (su 165mila utenti complessivi, ndc). Ma cambiano e, guardando allo scorso anno, importante è stato il valore economico di quanto recuperato: i 7 milioni di euro possono essere considerati una cifra notevole perché ci sono dentro anche aziende che hanno saldato i debiti ingenti con la Sasi. La nostra azione di recupero corre su due fronti: interno, con controlli per bollette recenti, ed esterno, con una ditta che sta lavorando su crediti più vecchi».
Bollette comunque salate, soprattutto perché il servizio è carente, che vanno pagate perché, come ricordato da Basterebbe, si recuperano soldi fondamentali per fare investimenti su reti e depurazione.
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