Bollini della caldaia, i sindacati: «Prezzi e convenzione a rischio»

16 Dicembre 2023

L’ufficialità nel consiglio provinciale, ma scatta l’appello di Fiom-Cgil e Fim-Cisl al presidente Febo: «Se la seduta del consiglio salta o c’è un esito negativo, ci saranno costi maggiori per la collettività»

CHIETI. Il prezzo del bollino blu sulle caldaie si pagherà 13 euro, al posto di 15 euro. L’ufficialità arriverà nel consiglio provinciale di martedì, ma ieri mattina la commissione consiliare ha dato il via libera al provvedimento che permetterà alle famiglie di risparmiare sulla manutenzione ordinaria delle caldaie. Il tema sarà poi approvato anche in consiglio comunale lunedì alle ore 17 (la prima convocazione di oggi andrà deserta). Il calo del prezzo dei bollini suscita però la reazioni dei sindacati: Fiom-Cgil e Fim-Cisl hanno inviato ieri una lettera al presidente dell’assise Luigi Febo preoccupati per la sorte dei circa 30 lavoratori della Ops Spa, la società che gestisce il servizio di verifica degli impianti termici.
«In zona Cesarini abbiamo ritenuto vitale mettere le parti coinvolte in un tavolo di fronte alle lavoratrici e ai lavoratori in un’assemblea sindacale alla quale Comune e Provincia hanno partecipato», scrivono i sindacalisti Andrea De Lutis e Dorato Di Camillo, «in quella sede sono stati presi degli impegni precisi: il consiglio comunale avrebbe dovuto approvare la continuazione dei servizi affidati a Ops per consentire al consiglio provinciale di fare la stessa operazione perché i servizi si reggono insieme».
Poi l’augurio per le decisioni che saranno prese nel prossimo consiglio. «Si tratta della sorte dei lavoratori e, allo stesso tempo, una seduta saltata o negativa potrebbe far saltare le convenzioni e generare costi maggiori per la collettività», continuano i sindacalisti.
Sul prezzo dei bollini interviene anche il presidente regionale di Cna Manutenzione e Impianti, Cesare Altieri. «Si apre una riflessione più generale sull’attività di manutenzione delle caldaie, che in Abruzzo fa capo a diverse società controllate dagli enti locali, Province soprattutto, dotate di regolamenti diversi l’una dall’altra», dice Altieri che propone di rivedere i «meccanismi rompicapo, affidandone la regia alla Regione per regole, costi e procedure che vanno unificati». Anche la seduta di commissione di ieri è partita sotto il segno delle polemiche. «Non solo commissioni convocate 17 ore prima senza consentire lo studio degli atti», dice la consigliera Serena Pompilio, «ma arrivano atti a firma dei presidenti senza che questi ne siano a conoscenza. Mi riferisco, nello specifico, ad una convocazione della commissione statuto e regolamenti disposta su mio ordine senza che ne sapessi nulla. La commissione è stata svolta comunque e si è proceduto anche al voto. Le autorità competenti andranno adite con coinvolgimento a questo punto sia della procura che alla prefettura».
Frena le polemiche il consigliere Vincenzo Ginefra. «Dobbiamo iniziare a lavorare per la città senza andare alla ricerca di cavilli», commenta a fine commissione, «i problemi sulle convocazioni non sono importanti per i cittadini e non fanno bene alla città. Stiamo lavorando alla clemente in base a tutto ciò che non è stato fatto prima, sia su problemi funzionali che strutturali».
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