Bomba e polvere da sparo Imprenditore in manette

28 Gennaio 2017

L’arresto parte da un’inchiesta della Procura distrettuale antimafia dell’Aquila Sono state le unità cinofile dei carabinieri a fiutare il materiale rinvenuto

ORTONA. Custodiva in casa ordigni bellici e sostanze esplosive. Per questo motivo un imprenditore edile di 52 anni, di Ortona, è stato arrestato dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo provinciale di Chieti, con l’accusa di detenzione illegale di ordigni da guerra e di materie esplodenti. Parte da un’indagine della direzione distrettuale antimafia dell’Aquila la vicenda sfociata nell’arresto dell’uomo, incensurato, il cui nome però per il momento non è stato reso noto poichè è ancora in corso un’attività investigativa che potrebbe portare, nei prossimi giorni, ulteriori novità. L’episodio nasce nell’ambito di un’operazione tesa a individuare sostanze stupefacenti ed esplodenti illegalmente detenute nel territorio di Ortona. Nelle prime ore della giornata di giovedì gli uomini dell’Arma di Chieti, accompagnati anche da unità cinofile per la ricerca di armi ed esplosivi oltre che di stupefacenti, hanno rinvenuto nelle adiacenze dell’abitazione del 52enne una micidiale bomba a mano, residuato bellico di fabbricazione inglese perfettamente funzionante. Ma non solo: sono stati trovati infatti anche circa 20 chili di materiale esplodente, tra polveri utilizzate per il assemblare miscele esplosive, micce a lenta combustione, e altro materiale utile al confezionamento di ordigni. Durante l’operazione si è reso necessario l’intervento degli artificieri del comando provinciale dei carabinieri di Chieti in quanto, dopo il nullaosta dell’autorità giudiziaria, hanno dovuto far brillare e quindi distruggere sul posto la bomba a mano, perché presentava evidenti segni di decadimento, tali da renderla instabile e non trasportabile. L’uomo, arrestato e rinchiuso nella casa circondariale di Chieti, è ora a disposizione della Procura della Repubblica del tribunale di Chieti, dove si procederà per la successiva convalida. Spetterà invece agli investigatori chiarire l’uso che l’ortonese avesse intenzione di fare del materiale sequestrato. (a.s.)

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