Bombola esplode in carcere, detenuto ustionato

5 Marzo 2019

Vasto. Il recluso, 49 anni, riscaldava una vivanda con il fornelletto. È stato soccorso da un agente

VASTO. Stava scaldando il suo pranzo sul fornelletto della propria cella. All’improvviso si è sentito un boato e a seguire una fiammata che lo ha bruciato in diverse parti del corpo. A.H., 49 anni, detenuto di origine magrebina ristretto nel carcere di Torre Sinello, è vivo grazie all’intervento di un agente della polizia penitenziaria. Quest’ultimo ha soffocato le fiamme con una coperta. A.H. ha riportato comunque ustioni sul 50% del corpo. Dopo le prime cure al Pronto soccorso del San Pio, l’uomo è stato trasferito all’ospedale Cardarelli di Napoli.
L’incidente, sul quale sono in corso accertamenti per risalire alle cause, si è verificato ieri verso le 14,30. A.H. pare fosse solo in cella. Cosa sia accaduto esattamente è da verificare e purtroppo il ferito non è in condizioni di parlare. Pare che dovesse scaldarsi una vivanda. Nell’accedere il fornellino, tuttavia, qualcosa non ha funzionato. Si è sentito un boato e subito dopo le urla dell’uomo avvolto dal fuoco. Un agente che era in servizio senza perdere tempo si è lanciato sul detenuto con una coperta soffocando le fiamme. Il fuoco ha comunque attaccato mani, viso e torace del quarantanovenne. A
Torre Sinello è stato richiesto l’arrivo del 118. L’ustionato è stato trasferito al San Pio di Vasto. Vista la gravità delle ustioni il dirigente del Pronto soccorso Augusto Sardellone, dopo le prime cure, ha contattato il Centro grandi ustionati dell’ospedale Cardarelli di Napoli. Il paziente è stato sedato . Un elicottero ha trasferito A.H. nel predisio specialistico partenopeo. L’uomo è stato sedato e sistemato in una camera sterile in attesa di un probabile intervento chirurgico. Non dovrebbe essere in pericolo di vita ma la prognosi è riservata. Fondamentali saranno le prossime ore.
L’incidente ha inevitabilmente rinfocolato le polemiche sulla pericolosità dei fornelletti nella celle dei detenuti. La Uil della polizia penitenziaria è tornata a chiedere la sostituzione dei fornellini con piastre a induzione o strumenti meno pericolosi. «I fornellini sono paragonabili ad armi bianche. Possono nuocere ai detenuti, come in questo caso, ma anche agli agenti. Vanno sostituiti», insiste il sindacato. (p.c.)
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