Bonifica sud, proteste per le elezioni rinviate
Il Comitato civico contesta il mancato rinnovo degli organi e temono bollette rincarate
ALTINO. Non ci sta "SàFà", Comitato civico Bonifica sud a tutela dell’acqua, con sede al Altino, al rinvio delle elezioni indette per il prossimo 27 novembre per il rinnovo del consiglio dei delegati del Consorzio di bonifica sud. «Chiediamo», scrive in una nota il comitato, «in che modo le associazioni di categoria hanno deciso di richiedere il terzo rinvio in pochi anni: hanno interrogato con pubblici incontri i propri associati per fare questa richiesta alla Regione Abruzzo? Noi del comitato civico SàFà riceviamo tutt’altre richieste da parte del mondo agricolo del Sangro-Aventino: gli agricoltori desiderano un servizio irriguo degno degli investimenti e del loro quotidiano duro lavoro ed esigono libere e democratiche votazioni del consiglio dei delegati per affidare nuovamente la gestione dell’ente a persone elette dai consorziati stessi».
Il comitato SàFà, presidente Donatello D’Alonzo, è nato per fronteggiare la precaria situazione del servizio del Consorzio di bonifica sud nella zona dell’Aventino, i continui aumenti del canone annuale e le precarie condizioni della rete di distribuzione con servizio soppresso o inesistente in alcune zone di Casoli, Altino, Perano e Archi. «Oggi», spiega il comitato, «investire in agricoltura in provincia di Chieti è molto più difficoltoso rispetto ad altre zone di Italia, proprio per le condizioni pessime in cui versano le infrastrutture del consorzio e per la mancata sicurezza di avere sempre acqua a disposizione per le colture». Nel 2022 i consorziati hanno subito aumenti dei canoni di oltre il 30%, giustificati dal rincaro del costo dell’energia, e molto probabilmente anche nel 2023 ci saranno aumenti. Il Sàfà lamenta «non un investimento per autoprodursi parte dell’energia utilizzata per rifornire le linee irrigue né per rendere efficienti zone in cui i terreni sono ancora riforniti con infrastrutture costose (in termini di energia utilizzata) obsolete e fatiscenti quali le canalette costruite negli anni 60 con cemento e amianto. In questa situazione non riusciamo a comprendere le ragioni che hanno portato le associazioni di categoria a chiedere nuovamente il rinvio delle elezioni». (m.d.n.)
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