Boom stranieri a San Salvo I romeni al primo posto

10 Febbraio 2018

Il vicesindaco Travaglini: dati alti per la presenza di grandi fabbriche e servizi L’assessore Faienza: da noi i lavori spaziano dall’artigianato all’agricoltura 

SAN SALVO. San Salvo è la località con la percentuale più alta di stranieri residenti rispetto alla popolazione. A livello nazionale, dai dati Istat diffusi giovedì emerge che nel 2017, con la popolazione italiana in calo di 100mila residenti, cresce l’immigrazione, con il numero di stranieri più elevato degli ultimi 5 anni (+12%). Gli stranieri residenti in Italia salgono così a 5 milioni e 65mila unità e rappresentano l’8,4% della popolazione totale. Secondo l’Istat la Brexit sta influenzando le migrazioni a livello europeo, aumentando le quotazioni dell’Italia come meta preferita. A livello territoriale, poi, tra i comuni a sud dell’Abruzzo, San Salvo è la località con la percentuale più alta di stranieri residenti rispetto alla popolazione, che contribuiscono al superamento dei 20.000 abitanti. I 1.765 stranieri in città rappresentano l’8,3% della popolazione (20.099), un dato superiore anche a Vasto, che si ferma a 6,3% (2.616 su 41.283) ed è al quinto posto nella classifica insieme a Monteodorisio. Dopo San Salvo ci sono Casalanguida (7,8%), Fresagrandinaria (6,7%), Lentella (6,5%) e Cupello ( 6%).
La grande maggioranza della popolazione straniera a San Salvo è composta dalla comunità romena con 992 unità. Seguono gli albanesi con 212 residenti e al terzo posto i cinesi con 188 presenze. Proseguendo lungo la costa, San Salvo supera in percentuale di gran lunga anche Lanciano (4%), Ortona (4,7%), Pescara (5%) e Chieti (5,4%).
La composizione variegata della società sansalvese ha origini lontane, come spiega l’assessore alla cultura e vicesindaco, Maria Travaglini. «Intorno agli anni 90 si è iniziata a registrare una forte presenza di popolazioni straniere, soprattutto romene, che qui rappresentano la prima comunità. Per questo motivo», sostiene Travaglini, «ci sembrava doveroso realizzare un gemellaggio e lo abbiamo fatto qualche mese fa con la città rumena di Tarnaveni, equivalente alla nostra. Infatti anch’essa è formata da 20.000 abitanti e si basa sulla lavorazione del vetro. Il fatto che qui ci sia questa concentrazione di stranieri», continua l'assessore Travaglini, «credo sia dovuta all’insediamento di grandi fabbriche e anche alla posizione di San Salvo che, sulla costa, offre più possibilità e più servizi».
«Essendo la nostra una città di provincia», aggiunge Oliviero Faienza, assessore alle politiche sociali e alla solidarietà, «c’è la possibilità di avere una varietà di lavori che vanno da quelli artigianali a quelli di muratura o agricoli. Gli stranieri difficilmente sono senza lavoro, hanno voglia di fare e contribuiscono all’economia della città». Da qualche anno i romeni sansalvesi sono riuniti nell’associazione Decebal, nata nel 2013, presieduta da Sigismund Puczi che è a San Salvo ormai da 25 anni. «Siamo arrivati ormai alla terza generazione», commenta Puczi, «non si può più parlare di integrazione, facciamo parte a tutti gli effetti della comunità partecipando alla vita quotidiana. Ormai i nomi dei nostri figli sono italiani e in casa parliamo più italiano che romeno. Molti hanno preso la cittadinanza e ci sono stati anche matrimoni misti».
«Tanti di loro hanno comprato case, terre, vogliono vivere qui», riprende Travaglini, «e questo vuol dire che abbiamo la capacità di saperli comprendere e che si sentono accettati».
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