Borrelli: lottiamo per Honeywell

Atessa, il sindaco: l’accordo non chiude il caso. Potere al popolo: no a trionfalismi
ATESSA. «È una domenica triste alla Honeywell, anche dopo l’accordo dell’altro giorno a Roma, perché», dice Giulio Borrelli, sindaco di Atessa, «la fabbrica chiude. C’è chi prenderà l’incentivo per andarsene e chi cercherà di restare. Per tenere aperto e riconvertire lo stabilimento bisogna trovare chi vuole investire. Dobbiamo lavorarci, confidando in due fatti: Atessa rientra in un’area agevolata per finanziamenti europei e, in secondo luogo, che a due passi c’è la Sevel, che tira, e attira fabbriche dell’indotto. C’è spazio per sperare e lottare ancora».
Chiede, invece, di evitare i «trionfalismi pre-elettorali» Carmine Tomeo, candidato alla Camera per Potere al popolo nel Collegio plurinominale di Chieti, Pescara e Valle Peligna. «Quasi 500 licenziamenti saranno rimandati a febbraio 2019, anziché concretizzarsi il prossimo aprile», dice il candidato, «purtroppo i licenziamenti non sono "evitati" ma solo rimandati. Esponenti della maggioranza di centrosinistra che governa la Regione Abruzzo non hanno perso tempo a rivendicare per sé stessi un risultato praticamente inventato: scongiurare i licenziamenti alla Honeywell. Negli anni, politicanti di centrodestra e centrosinistra hanno regalato milioni di euro alla Honeywell ed ora quegli stessi politicanti si esaltano per 500 licenziamenti rimandati di qualche mese. L’inadeguatezza di questo ceto politico racconta la realtà lavorativa abruzzese: le sue oltre 100 vertenze, la chiusura di importanti realtà industriali, la precarietà diffusa che aumenta a ritmi superiori alla media nazionale, i morti sul lavoro rispetto ai quali ci si gira dall'altra parte».

