Borrelli: mancano ancora i servizi

La riapertura dell’ospedale di Atessa, il sindaco contro la Asl: ci dicano i tempi
ATESSA. «Vogliamo conoscere il cronoprogramma del ritorno di tutto quello che c’era; vogliamo sapere qual è l’effettivo ammontare degli investimenti, in personale soprattutto, che si intendono fare». Questo afferma il sindaco Giulio Borrelli dopo che la direzione della Asl ha deliberato per l’ospedale di Atessa la ripresa delle attività di ricovero ordinario e urgente nell’area medica, di ricovero programmato in riabilitazione, di chirurgia in day surgery, del pronto soccorso con i servizi collegati, comprese radiologia e farmacia, e delle attività ambulatoriali specialistiche. «Noi non smobilitiamo», continua il sindaco, «daremo un giudizio compiuto quando l’ospedale riaccenderà le luci e avrà tutti i reparti e i servizi davvero funzionanti. I trionfalismi dei propagandisti della Lega, che finora sull’ospedale di Atessa hanno difeso l’indifendibile, sono se non altro prematuri perché non giustificati dalla realtà. Alla data odierna, intanto, non ci sono stati restituiti i servizi distrettuali e ospedalieri che avevamo prima che valutazioni sbagliate della Asl (avallate dalla Regione) trasformassero tutto il San Camillo de Lellis in un’area di degenza per pazienti Covid non gravi o in via di guarigione».
Ieri il direttore generale della Asl, Thomas Schael, ha assicurato che anche il distretto sanitario tornerà ad Atessa. «L’ultima delibera, del 24 luglio, della Asl dà indicazioni per l'’area medica, ma non fa cenno all’area chirurgica, al di là dei comunicati stampa che servono a innalzare cortine fumogene. Ci fa piacere se il San Camillo beneficerà dell'apporto dell’ospedale di Chieti», continua Borrelli, «ma sappiamo che per parlare di ospedale in senso proprio occorrono, come minimo, un pronto soccorso h24, un’area medica e un ’area chirurgica, tutto quello cioè che ci spetta in base a una delibera di giunta regionale, la 824 del 2018, ribadita dagli attuali amministratori regionali, che riconosce Atessa come nosocomio al servizio di un entroterra particolarmente disagiato». (m.d.n.)

