Borrelli: più servizi all’ospedale San Camillo

22 Dicembre 2022

In consiglio il sindaco ribadisce la necessità di potenziare la struttura: «La responsabilità è della Regione»

ATESSA. Sull'ospedale San Camillo contrastanti sono le posizioni tra Regione e Asl da una parte e amministrazione comunale dall'altra e non bastano le inaugurazioni di nuovi macchinari diagnostici e nuovi servizi per placare gli animi. «Senza un vero presidio ospedaliero, la struttura del San Camillo è monca e la responsabilità è della Regione», sostiene l'amministrazione comunale: questa tesi è emersa anche durante il consiglio comunale di martedì scorso durante la discussione sulla mozione presentata dai capigruppo di maggioranza, Giorgio Farina (Pd), e di minoranza, Angelo Sciotti (Italia Viva). Un consiglio comunale, a dir il vero, nel quale manca la voce dei partiti di centrodestra, considerato che, Lega, Fratelli d'Italia, Udc, Forza Italia, oltre ai movimenti civici di centrodestra, non sono riusciti nelle elezioni di primavera a presentare una lista antagonista a quella del sindaco Giulio Borrelli.
«Senza un presidio ospedaliero con pronto soccorso H24, possibilità di ricovero in un reparto di medicina e un'area chirurgica per interventi programmati, l'attuale struttura del San Camillo» è stato detto in aula «sarebbe monca e sottoutilizzata». Il sindaco Borrelli ha affermato: «Nonostante gli indubbi passi avanti e i miglioramenti, Atessa, alla data di oggi, rimane un Pta. La Regione riconosce che ci vuole anche un presidio ospedaliero al servizio di area disagiata. È quello che noi sosteniamo dal 2017, da quando la nostra amministrazione si è insediata, ma non dipende tutto, come si cerca di far credere, dal tavolo romano di monitoraggio, scaricando su Roma le responsabilità. La riprogrammazione della rete ospedaliera, che riguarda anche Atessa è stata rimandata indietro, dopo quattro anni di ping pong tra Pescara e Roma, perché non sono stati finora rispettati i parametri previsti dalla legge e fatte le correzioni richieste. Tutto dipende da quello che si presenta al tavolo romano: se i conti della sanità abruzzese sono in ordine e se si sciolgono gli equivoci sui super ospedali (i cosiddetti Dea di secondo livello), non dubito», ha concluso il sindaco, «che l'approvazione arriverà e Atessa potrà avere una struttura mista, con un vero ospedale e una Pta, cioè una medicina territoriale».
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