Borrelli riunisce il centrosinistra

Il giornalista candidato a sindaco dopo 5 anni: «Questa volta la mia squadra è una grande alleanza»
ATESSA. Partita in ritardo rispetto alle altre, la lista Uniti per Atessa brucia tutti sul tempo e presenta candidati e programma. È Giulio Borrelli, ex direttore del Tg1, 71 anni, a spiegare le ragioni che, a distanza di cinque anni, lo hanno portato nuovamente a candidarsi a sindaco. «La nostra è una lista civica con vari pregi», dice, «perché è formata da candidati di diversa estrazione del centro storico, della valle e delle colline, che hanno tutte le caratteristiche per amministrare bene il paese». A differenza di cinque anni fa la lista, che rimane civica, unisce diverse forze politiche. «Siamo una grande rappresentanza, un’alleanza», rimarca Borrelli, «ci sono gli esponenti del civismo atessano che fanno parte del Movimento per Atessa Unita: Enrico Flocco, Giulia Orsini, Vincenzo Menna, Flavia Ciccarelli. Questa lista», continua, «riunisce per la prima volta, dopo tanti anni, tutte le componenti del centrosinistra e della sinistra atessani e le mette assieme a componenti di ispirazione diversa. Ci sono autorevoli esponenti del circolo Pd (Federica Cinalli, Giorgio Farina) e c’è Rosanna Stefàno che rappresenta le forze che stanno a sinistra del Pd». C’è anche un terzo filone: «Indipendenti che hanno fatto parte del nucleo originario di LiberAtessa e si sono staccate da parecchi anni da essa, come Pasqualino Zaccardi e Vincenzo Genovesi». Inoltre ci sono Giovanna Ceroli, Mario De Virgilis, Vincenzo Menna, Antonio Campitelli, Sandro Fantini, Angelo De Marco e Roberta Del Vecchio. «Una bella rappresentanza della società civile e delle forze politiche progressiste e moderate di Atessa», conclude, «è una formazione nella quale può riconoscersi una larga maggioranza dei cittadini del nostro paese». Borrelli traccia, poi, tre linee guida del programma. Atessa più solidale: «Ci vuole un fondo sociale che integri i provvedimenti statali e regionali a favore di chi fatica a vivere». Atessa più grande: «Crescere nel numero degli abitanti, sviluppo del commercio, rinascita del centro storico sempre più abbandonato a se stesso». Atessa al centro di un vasto territorio che comprenda parecchi Comuni e sia capofila nella Val di Sangro. Non manca l’aromento ospedale. «Pensiamo che il San Camillo non possa essere convertito in un semplice ospedale di comunità. Atessa merita molto di più: per questo ci siamo battuti e continueremo a farlo. Non pensiamo che la partita sia chiusa per avere un ospedale con almeno 5 specializzazioni di base: lungodegenza, fisioriabilitazione, day surgery, diagnostica complessa e medicina del lavoro. Siamo nati per unire le diverse anime», conclude Borrelli, «per dare nuovo slancio al paese e costruire una solida e concreta alternativa all’esistente».
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