Borrelli: «Sul nostro ospedale la Regione faccia chiarezza»

ATESSA. «Hanno smantellato tutto in due giorni: adesso Schael dice che ci vogliono due anni per riportare il maltolto e completare il percorso di area disagiata». Il sindaco di Atessa, Giulio...
ATESSA. «Hanno smantellato tutto in due giorni: adesso Schael dice che ci vogliono due anni per riportare il maltolto e completare il percorso di area disagiata». Il sindaco di Atessa, Giulio Borrelli, punta ancora una volta il dito contro le scelte della Asl e della Regione sul San Camillo. «Il riconoscimento di Atessa come ospedale al servizio di un entroterra disagiato è da tempo ancorato a dati e procedure solide», continua Borrelli. «Auspichiamo che, nella riunione di ottobre al Tavolo romano di monitoraggio, la Regione non perda un’altra occasione per ottenere il beneplacito definitivo a tutta la rete ospedaliera abruzzese». Borrelli ricorda che la scelta di trasformare il San Camillo in ospedale di “area disagiata” è stata fatta nel novembre del 2018. «Atessa è stata inclusa nella nuova rete ospedaliera nell’autunno del 2018, ribadita nel 2019 e trasmessa correttamente al tavolo romano di monitoraggio. Atessa», incalza il sindaco, «è ostaggio dei “super ospedali, cosiddetti Dea di secondo livello, che la Regione non decide ancora dove mettere: ecco perché non è arrivato il beneplacito romano alla complessiva programmazione della rete ospedaliera». Il sindaco di Atessa torna anche sui lavori eseguiti nel San Camillo dopo la sua trasformazione in ospedale Covid. «È sempre bene tenere a mente, soprattutto se si hanno ruoli assessorili, che questi lavori, compreso l’acquisto di nuova strumentazione, sono stati fatti grazie alle donazioni di privati. Da noi manca l’ospedale vero e proprio perché il pronto soccorso non fa i ricoveri, non c’è l’area chirurgica, manca una direzione sanitaria, manca cioè l’ossatura di un ospedale». Alcuni giorni fa c’è stato il trasferimento nel San Camillo del centro trasfusionale, erano presenti sia il direttore della Asl, Thomas Schael, sia Borrelli. «Il direttore generale», sostiene il sindaco, «ha affermato che tutto l’iter si completerà a fine del 2021, questo vuol dire che stanno aspettando i fondi europei del Mes sulla sanità oppure del Recovery Plan? Lo dicano, basta che la smettano di suonare la gran cassa ogni volta che viene riportato un pezzo di quello che già avevamo».

