Borrelli: «Sul Prg serve rispetto per il Tar»

Ancora schermaglie ad Atessa in vista delle elezioni. Il sindaco: Pellegrini e Fioriti ci fanno perdere tempo
ATESSA. Ancora polemiche sul Prg di Atessa. «Almeno abbiano rispetto per il Tar Abruzzo, nemmeno sulle procedure riescono ad ammettere la verità», questa è la risposta del sindaco Giulio Borrelli ai consiglieri comunali di minoranza Vincenzo Pellegrini e Carmine Fioriti. Per Borrelli, i fatti sono questi: «Pellegrini e Fioriti, il 5 aprile, hanno depositato un’istanza cautelare al Tar sostenendo l’urgenza di bloccare il lavoro del commissario ad acta sul piano regolatore di Atessa. Proprio tale supposta urgenza ha portato alla fissazione dell’udienza di discussione della sospensiva, prevista per venerdì 22 aprile. Senonché, dopo le puntuali difese all’unisono messe in campo dai legali del Comune, della Regione (con l’avvocatura distrettuale) e del medesimo commissario ad acta, il duo Fioriti-Pellegrini è stato costretto a rimangiarsi la richiesta formulata appena una decina di giorni prima: vista la mala parata, il loro legale, con nota del 21 aprile (proprio il giorno prima della discussione della sospensiva) ha chiesto (“viste le corpose memorie depositate dalla controparti”: Comune, Regione e commissario) l’abbinamento al merito della decisione “previa rinuncia delle misure cautelari richieste”». Borrelli chiede a Fioriti e Pellegrini «rispetto per la verità e i cittadini di Atessa costretti a perdere tempo dietro i loro infondati ricorsi» perché la loro condotta, continua il sindaco, «denota poco rispetto anche nei confronti del Tar Abruzzo: in primis perché, come di consueto, non è vero quanto dichiarato dal duo, dal momento che ad oggi alcuna istanza di prelievo è stata presentata in giudizio. E, soprattutto perché, anche qualora venisse presentata, la fissazione dell’udienza non dipende da loro, ma è di esclusiva competenza del presidente del Tar abruzzese che non è né il loro segretario, né un loro dipendente. Dire che l’udienza verrà fissata in autunno, come se dipendesse da loro, significa fare del presidente del Tar Abruzzo una sorta di loro portaborse, e conferma un’assoluta mancanza di rispetto istituzionale, oltre che della verità dei fatti».

