Borrelli: vaccinate tutti gli operai, si spostano a migliaia

24 Marzo 2021

ATESSA. Vaccinare i lavoratori delle fabbriche e gli alunni: questa la proposta del sindaco Giulio Borrelli ieri durante la riunione con prefetto, direttore generale della Asl e sindaci. Intanto da...

ATESSA. Vaccinare i lavoratori delle fabbriche e gli alunni: questa la proposta del sindaco Giulio Borrelli ieri durante la riunione con prefetto, direttore generale della Asl e sindaci. Intanto da domani mattina le vaccinazioni riprenderanno nell’ospedale di Atessa, prioritariamente per novantenni e ottantenni. Successivamente toccherà alle categorie fragili. Per loro sarà utilizzato il vaccino Pfizer. Coloro che non si sono registrati possono farlo sul portale della Asl o chiamando il segretariato sociale comunale (tel. 337/1004975) per farsi aiutare.
Borrelli, nel suo intervento, ha prima ricordato come Atessa sia stato uno tre comuni (insieme a San Giovanni Teatino e Tocco da Casauria) ad entrare nella zona rossa, quindi ha ricordato gli screening di massa al quale hanno partecipato 3.250 persone, e lo screening ad alunni, insegnanti e Ata, di come Atessa sia uscita dalla zona rossa e di come, dal 3 marzo, ci sian rientrata a causa di un aumento settimanale, preoccupante, di nuovi positivi. «È bene però, a questo punto, fare alcune considerazioni», ha puntualizzato Borrelli, «dai primi di marzo i positivi da noi rientrano in queste fasce d’età: 6-18 anni, 25%; operai: 21%; commercianti: 12%. Certo», ha aggiunto, «dobbiamo essere tutti vaccinati però, vista la ristrettezza della disponibilità dei vaccini, va data la priorità, proprio perché stiamo in zona rossa, oltre che agli ultra ottantenni e alle categorie fragili, ancor prima che ad altri, a due settori principali: alle fabbriche e alle scuole. Bisogna fornire i vaccini alle aziende affinché vaccinino con il loro personale sanitario i propri dipendenti. La stessa cosa va fatta per gli alunni che rientrano a scuola. Bisogna avere lungimiranza e anticipare le direttive nazionali, essendo questa nostra, la zona produttiva industriale più grande della regione con un via vai di migliaia di persone dalla regione, dall’Italia e dall’Europa. Il numero delle persone che giunge in Val di Sangro è il triplo della popolazione del nostro comune. Per le scuole, se vogliamo evitare “l'apri e chiudi” e superare la didattica a distanza, dobbiamo, limitatamente alle disponibilità dei vaccini, ma come ordine di priorità, vaccinare non solo i docenti e personale Ata ma anche i ragazzi. Se manca il vaccino», ha concluso Borrelli, «dobbiamo razionarlo e dare precedenza oltre che agli ultraottantenni e alle categorie fragili, alle fabbriche, scuole e mezzi di trasporto».
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