Borrello punta sulla Cittadella degli anziani
In corso la trasformazione delle scuole in centro di accoglienza con i fondi dei “Seimila campanili”
BORRELLO. La “Cittadella degli anziani”. È quanto ha in mente di realizzare l’amministrazione comunale di Borrello nel trasformare l’edificio della scuola elementare e media, ormai vuoto di bambini, in un Centro accoglienza dell’anziano collegato all’ex asilo infantile (che già ospita 24 persone seguite dalla cooperativa di servizi sociali “Sant’Antonio), entrambi prospicienti piazza IX Novembre - giorno in cui il paese fu distrutto dalle truppe tedesche nella occupazione del 1943 - che dovrà essere il luogo di collegamento tra “dentro” e “fuori” l’intera futura struttura di accoglienza.
Non è solo un’idea, ma già una realtà in costruzione, dato che, dice il sindaco Giovanni Di Nunzio, il progetto di “Centro accoglienza dell’anziano” è stato finanziato per 600mila euro dal ministero delle Infrastrutture poiché accolto nel programma dei “Seimila campanili d’Italia”.
In verità il Comune, utilizzando fondi propri, sta già ampliando l’ex-asilo con una nuova ala di collegamento con l’ex-scuola elementare, dove i lavori di ristrutturazione vanno avanti con l’obiettivo di arrivare a una capienza complessiva di 40 anziani, di cui una parte costituita da “protetti”, cioè non autosufficienti, e l’altra di “alberghieri”, ossia autosufficienti. L’idea è di accogliere anche anziani dei piccoli comuni vicini.
Nella cooperativa “Sant’Antonio”, in funzione dai primi anni ’90 e guidato dal parroco don Gianpiero Lapenna, lavorano 14 persone, che con l’ampliamento potrebbero arrivare a 20 unità circa dando possibilità lavorative a cuochi, infermieri, operatori sociali e personale di pulizia. La fine dei lavori è prevista per metà 2016.
Borrello si trova a 800 metri di altitudine, l’aria è pulita, ma un po’ fredda d’inverno.
Per il nuovo Centro di accoglienza il Comune, unico paese in provincia di Chieti e tra i pochissimi in Abruzzo, ha pensato al teleriscaldamento grazie all’uso del “cippato”, cioè dei residui del sottobosco da consumare in una centrale termica ad acqua calda.
In futuro il teleriscaldamento servirà anche la farmacia, lo studio medico e la caserma dei carabinieri, oltre all’ex-ostello della gioventù.
Il paese è famoso per le cascate del Rio Verde, le più alte dell’Appennino, méta di turismo non solo estivo, accudite da una cooperativa locale, e riferimento per chi crede ad una positiva tutela ambientale.
Gino Melchiorre
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