Borse contraffatte al mercato, scattano denunce e sequestri

LANCIANO. Vendeva prodotti con marchi contraffatti e senza avere alcuna licenza per la vendita itinerante. La polizia municipale ha denunciato alla Procura di Lanciano una ambulante di Riano (Roma),...
LANCIANO. Vendeva prodotti con marchi contraffatti e senza avere alcuna licenza per la vendita itinerante. La polizia municipale ha denunciato alla Procura di Lanciano una ambulante di Riano (Roma), M.L., 64 anni, per i reati di ricettazione e commercio di merce contraffatta. La donna era presente al “Mercatino del passato e presente… e futuro”, organizzato nel fine settimana su corso Trento e Trieste da un’associazione di Chieti. Sabato sera, attraverso controlli a campione sulle bancarelle presenti, gli agenti della polizia municipale, diretti dal comandante Guglielmo Levante, hanno notato la presenza di prodotti, per la maggior parte borse, di noti marchi nazionali e stranieri di valore ben maggiore rispetto a quello a cui erano stati messi in vendita. Così è scattato il controllo di polizia. Gli agenti, intervenuti sul Corso con due pattuglie, hanno proceduto con il sequestro penale di una settantina di prodotti che presentavano marchi noti contraffatti (Louis Vuitton, Gucci, Fendi, per citarne alcuni).
Nel corso del controllo è emerso, inoltre, che l’ambulante esercitava abusivamente il commercio su aree pubbliche in forma itinerante, in quanto priva di qualunque titolo. La 64enne è stata quindi denunciata all’autorità giudiziaria per ricettazione e commercio di merce contraffatta ed è stata sanzionata, per quanto riguarda la violazione amministrativa, con una multa di 5.164 euro. Oltre alla sanzione è scattata la confisca anche del resto della merce, bigiotteria e borse varie (in questo caso non contraffatte), che era esposta sulla bancarella: in particolare 39 borse, tre portamonete, anelli, collane, orecchini, spille e bracciali. «Il controllo è stato organizzato», sottolinea Levante, «per tutelare da un lato laVe clientela che improvvidamente dovesse entrare in contatto con attività non in regola e dall’altro i commercianti perbene».
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