Borse di studio, caccia ai furbetti: siglato il patto università-finanza

L’intesa fra il rettore Caputi e il comandante provinciale Iadarola per scoprire le false dichiarazioni La presidente dell’Azienda per il diritto allo studio: «I benefici solo a chi ne ha veramente bisogno»
CHIETI. Lotta ai furbetti delle borse di studio e degli altri sostegni economici per gli studenti universitari. Firmato un protocollo d’intesa per far sì che chi certifica il falso per ottenere i diversi benefici economici a disposizione venga subito individuato. La coperta è già di per sé corta – tanto che ogni anno non tutti gli studenti che risultano idonei a ricevere il sostegno economico lo ottengono realmente a causa dell’esiguità dei fondi regionali a disposizione – che non si deve correre il rischio di far arrivare i soldi a chi non ne ha realmente bisogno. L’erogazione di borse di studio avviene, infatti, attraverso certificazioni reddituali che potrebbero anche non corrispondere al vero. La Guardia di finanza fa dei controlli a campione, che però adesso, grazie al protocollo d’intesa firmato con università d'Annunzio e Azienda per il diritto allo studio universitario (Adsu) saranno sempre più mirati.
LOTTA AI FURBETTI
Ieri mattina, nella sede teatina dell’ateneo a firmare l’intesa sono stati il comandante provinciale della Finanza, colonnello Michele Iadarola, il rettore Sergio Caputi e il presidente Adsu di Chieti-Pescara, Isabella Gualtieri. Il patto è finalizzato ai controlli relativi alla posizione reddituale e patrimoniale dei soggetti beneficiari, e del relativo nucleo familiare, di prestazioni sociali senza averne diritto. A tutela del diritto allo studio, vengono messi a disposizione benefici quali lo gratuità o la riduzione della tassa d’iscrizione e ulteriori sostegni economici, erogati attraverso le borse di studio. La sinergia messa in campo prevede che Adsu e università, a seguito di preliminari approfondimenti dei dati e delle informazioni acquisiti in fase di iscrizione, possano individuare le misure e i contesti da cui provengono le dichiarazioni di dubbia veridicità, in modo da inviare qualificati input informativi alla Guardia di finanza sui quali verranno condotti una serie di controlli reddituali e patrimoniali. «Successivamente», spiega Iadarola, «il nostro reparto operativo comunicherà gli elementi significativi delle eventuali irregolarità accertate agli enti erogatori dei rispettivi benefici per le azioni di recupero delle somme illecitamente riconosciute, mentre i responsabili verranno segnalati all’autorità giudiziaria».
NO TAX AREA
Sono diversi i benefici messi a disposizione degli studenti dall'ateneo teatino-pescarese. A partire dalla no-tax area per gli studenti con redditi bassi. «Noi siamo tra le università che hanno messo una no-tax area», spiega il rettore, «tra le più ampie d’Italia. Se facciamo un raffronto con il Nord-Est, circa il 7% degli studenti rientra nella no-tax area e quindi non paga le tasse universitarie, da noi invece si supera il 50%. Noi siamo comunque contenti di poter fare un’operazione di servizio verso gli studenti più bisognosi». La d'Annunzio ha istituito una no-tax area per le iscrizioni in presenza di redditi fino a 30.000 euro.
BORSE DI STUDIO
Nell’anno accademico 2022-2023 l’Adsu ha dichiarato beneficiari delle borse di studio circa 2.500 studenti per un importo complessivo fra prima e seconda rata di circa 9 milioni di euro. «Entro il 30 aprile», dice Gualtieri, «dovremmo scorrere per altri 900 studenti per 3,5 milioni di euro e ci auguriamo di poter scorrere questa graduatoria fino alla fine a tutti gli aventi diritto». Ne restano fuori ancora 500: «Stiamo lavorando con la Regione», assicura la presidente, «per richiedere gli ulteriori fondi per scorrere interamente la graduatoria dei beneficiari».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

