Botte a moglie e amico: subito il processo

Fissata al 6 giugno l’udienza per il musulmano ai domiciliari da pochi giorni: deve rispondere anche di violenza sessuale
VASTO. Maltrattamenti aggravati dal fatto d’avere avuto una condotta violenta in presenza di minori, violenza sessuale nei confronti dell’ex moglie, lesioni personali aggravate. Sono i reati di cui dovrà rispondere A.K., 33enne di origine marocchina, il prossimo 6 giugno davanti ai giudici del tribunale di Vasto. Ad aggravare la posizione dell’imputato c’è l’ultima denuncia presentata dall’ex moglie una settimana fa e che ha prodotto un inasprimento dei provvedimenti cautelari a carico dell’uomo. Inizialmente, infatti, era stata disposta la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla moglie e ai figli nonché il divieto di avvicinarsi ai luoghi dagli stessi frequentati abitualmente, oltre al divieto assoluto di qualsiasi contatto personale o anche telefonico con la famiglia. A seguito degli ultimi eventi e dato l'aggravamento delle esigenze cautelari è stata disposta la misura degli arresti domiciliari.
Gli avvocati Antonello e Giovanni Cerella hanno il non facile compito di difendere l’imputato. Per il momento i due legali non rilasciano dichiarazioni. Si limitano a confermare che assisteranno l’imputato anche nell’imminente causa di separazione. La vicenda è delicatissima. J.A., ex moglie di A.K. è seguita costantemente dallo Sportello antiviolenza Emily e dai carabinieri. «Ho vissuto momenti di autentico terrore. Anche i miei figli hanno avuto tantissima paura. Devo ringraziare la Procura di Vasto. Il procuratore Giampiero Di Florio ha dimostrato ancora una volta di essere un grande magistrato, ma anche un uomo estremamente sensibile. Ringrazio i carabinieri di Cupello, il comandante della stazione Zilli e il maggiore Giancarlo Vitiello, comandante della Compagnia dei carabinieri di Vasto. Il loro intervento ha ridato forza a me e ai miei figli e fiducia nella giustizia», dice A.J. «Grazie anche al quotidiano il Centro. Mi avete ridato la speranza nel futuro, un futuro senza minacce né paure. E di paura ne ho avuta davvero tanta», racconta A.J. «Quando una settimana fa il mio ex marito mi ha aggredita davanti all’ospedale di Vasto, lo ha fatto perché voleva che ritirassi le denunce nei suoi confronti. Grazie a tutti quelli che mi sono stati vicino e non mi hanno abbandonata ho avuto la forza di presentare un’altra denuncia. Se racconto queste cose è perché voglio a mia volta dare coraggio a tutte le donne che subiscono violenza. Non dovete subire. Denunciate. Date alla giustizia la possibilità di fare il suo corso. Ora aspetto fiduciosa il processo», conclude A.J..
Nel frattempo i carabinieri continuano a vigilare sulla donna e sui figli e soprattutto controllano che A.K. resti ai domiciliari fino al giorno dell'udienza.
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