Botte a scuola, promessi più controlli

L’assessore D’Ovidio: è gravissimo violare lo spazio scolastico, prenderemo provvedimenti ma la comunità resti unita
LANCIANO. «Saranno fatte tutte le valutazioni del caso, ma deve passare un messaggio chiaro: nessuno deve permettersi di violare un luogo “sacro” come la scuola». L’assessore comunale all’istruzione, Marcello D’Ovidio, è fermo nel condannare l’aggressione di un’addetta alla mensa nella scuola primaria di Olmo di Riccio, per motivi passionali, avvenuta davanti a una classe di bambini.
I FATTI. L’episodio risale a lunedì. Intorno alle 14,15 una 34enne di etnia rom, che portava con sé due dei suoi figli, si è introdotta dalla porta della cucina, che si trova nel seminterrato della scuola. «Sei l’amante di mio marito», avrebbe urlato a una dipendente della ditta che si occupa della ristorazione e che avrebbe avuto un presunto flirt con l’uomo. La giovane è stata rincorsa fino alla sala mensa e qui picchiata e ingiuriata. Divincolandosi, la ragazza è riuscita a fuggire su per le scale che portano al piano terra della scuola, dove ci sono le aule. Per proteggersi dall’inseguitrice, si è infilata nella prima classe che ha incontrato, una terza elementare, rifugiandosi dietro la maestra che stava facendo lezione. La particolare situazione non ha impensierito la rom che, entrata in classe, ha preso a schiaffi e parolacce la donna, assestandole anche un morso all’avambraccio, il tutto davanti a 24 bambini terrorizzati e in lacrime. Fermata dall’intervento di altre maestre e del personale Ata, la 34enne si è dileguata allontanandosi dal luogo dell’aggressione a bordo della propria auto.
LE INDAGINI. Continuano verifiche e accertamenti da parte della polizia, intervenuta sul posto dopo l’aggressione. La giovane aggredita, che ha avuto cinque giorni di prognosi per il morso al braccio, ha sporto formale querela in commissariato. La responsabile dell’aggressione è stata individuata, ma non ancora denunciata. Le accuse per lei, quasi sicuramente, saranno per lesioni, ingiuria e minaccia. La polizia sta sentendo ancora alcuni testimoni dell’accaduto.
IL COMUNE. Anche l’amministrazione comunale ha messo in moto le proprie verifiche sulle condizioni di sicurezza nella scuola e nella zona mensa, dove è avvenuta l’irruzione. «È vero che c’è stata violenza tra due persone e non verso i bambini, ma è l’occasione per fare tutte le valutazioni possibili perché a scuola si possa stare nel massimo della serenità», dice l’assessore D’Ovidio, «mi sento di tranquillizzare le famiglie da questo punto di vista. Abbiamo richiesto informazioni ai soggetti coinvolti e vedremo se ci sono da prendere accorgimenti ulteriori. Atto gravissimo è violare lo spazio scolastico e la comunità tutta deve essere unita contro le violenze verso la scuola, che siano furti o episodi come quello di lunedì, ancora più grave poiché è andato a turbare direttamente la serenità di alcuni bambini».
LE REAZIONI. «La sicurezza nelle scuole, pubbliche in particolare, resta una priorità. Così come stanno le cose a Marcianese chiunque può entrare e uscire a tutte le ore», sostengono i consiglieri comunali del gruppo misto, Gabriele Di Bucchianico e Marco Di Domenico, che avevano già presentato un’interrogazione al sindaco sulla messa in sicurezza dell’accesso al piazzale delle scuole (vicino alla primaria c’è l’asilo nido), «è inaccettabile che scene di violenza vengano così facilmente introdotte sotto gli occhi di bambini attoniti. Va immediatamente chiuso il cancello e organizzata l’apertura e la chiusura della stessa in funzione degli orari di servizio».
Stefania Sorge
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