Botte ai genitori per la droga, condannato

20 Dicembre 2018

Pena di 3 anni e 4 mesi per un giovane accusato di estorsione: «Pugni, calci e minacce di morte»

CHIETI. Schiaffi, pugni, minacce di morte: così costringeva i genitori a consegnargli i soldi per comprare alcol e droga. Un giovane di 29 anni, Gennaro Pizzo, finito nei guai con l’accusa di estorsione, è stato condannato alla pena di 3 anni e 4 mesi di reclusione e 800 euro di multa. Il processo con il rito abbreviato si è tenuto davanti al gup del tribunale di Chieti Isabella Maria Allieri. Il pm Giuseppe Falasca aveva chiesto tre anni. Il difensore, l’avvocato Florenzo Coletti, ha annunciato ricorso in appello. Il giovane, che attualmente è in carcere a Pescara per altri motivi, chiedeva ai genitori somme fra 5 e 15 euro: alla fine sono stati proprio il padre e la madre, stanchi delle minacce e delle percosse, a denunciarlo. «Purtroppo nostro figlio da molti anni fa uso di alcol e droga», hanno raccontato i genitori ai carabinieri della stazione di Francavilla, che hanno condotto le indagini. «Quando è in astinenza, diventa molto nervoso e violento. Stiamo cercando in ogni modo di farlo curare, ma senza alcun esito. Nel momento in cui non ottiene denaro da noi, sfoga la sua ira contro le porte, i mobili e gli oggetti di vetro». «Mi ha aggredito fisicamente con calci e pugni», ha aggiunto il padre. «Ci minaccia con parole del tipo: “Se non mi dai i soldi vi ammazzo tutti, ti rompo la macchina, sfascio tutto”. E ancora: “Se non mi dai 10 euro, ti faccio vedere quello di cui sono capace”. Finora gli abbiamo dato piccole somme di denaro per farlo stare tranquillo e perché abbiamo paura di lui. Ma adesso siamo esasperati dal suo comportamento». Secondo la perizia dello psichiatra Vittorio Bocola, l’imputato, «nel prolungato periodo cui si riferiscono i fatti, versava in uno stato di mente tale da scemare grandemente, senza escluderla, la capacità di intendere e di volere». (g.let.)